Con il concerto degli appartenenti al gruppo Hotel Supramonte si è chiusa con il “botto” la stagione teatrale organizzata dal Consorzio Teatro Tuscia la cui direttrice artistica è Patrizia Natale.

Giorgio Machesi ha entusiasmato il pubblico e non non di meno sono stati gli applausi attribuiti all’Ucrainian Ballet, alla rappresentazione di Mamaduo Dioume, con Tullio Solenghi, alle performance del M.D.A Ensemble, della Compagnia Liberaimago, tanto per citarne alcuni.

La chiusura della stagione è toccata ai Supramonte in quanto la loro prestazione del 18 è stata sospesa a causa di un nubifragio. La band Hotel Supramonte (riconosciuta ufficialmente dalla “Fondazione De André”) è nata  nel 2013 e il loro talento è subito esploso affermandosi come una delle formazioni più accreditate nella diffusione della musica di Faber, per questo vengono chiamati per tenere  concerti che si susseguono a ritmi vorticosi. 

La band infatti ha suonato in palchi allestiti all’aperto in mezza Italia, tralasciando momentaneamente l’esibizione in teatro, luogo esaltante  per la musica di Fabrizio De André. 

Nel Teatro Romano di Ferento, con circa 1.000 spettatori che hanno applaudito e cantato in coro con loro, la performance agli artisti Luca Cionco (voce, chitarra), Antonello Pacioni (chitarra classica e acustica, bouzouki, mandolino), Alessandro Errichetti (chitarra elettrica e acustica, mandolino), Simone Temporali (tastiere, cori), Serena Di Meo (violino, cori), Alessandro Famiani (fisarmonica), Roberto Vittori (fiati, percussioni), Glauco Fantini (basso, cori), Edoardo Fabbretti (batteria, percussioni), Giorgia Zaccagni (voce) è stata emozionante.

La band ha proposto dal vivo l’esecuzione integrale dell’album “Non al denaro non all’amore né al cielo”, a 50 anni dalla sua prima pubblicazione, e i brani in scaletta  sono stati accolti dal pubblico presente con commozione e calore.

I musicisti hanno interpretato magistralmente il grande patrimonio artistico del cantautore genovese, è  stata un’occasione per viaggiare insieme tra  parole e le note di “uno dei più grandi poeti del ‘900”, un’occasione per chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare, per ricercare nuovi significati e vivere il passato nel presente.

Un’esibizione che ha lasciato il segno, ed ha meritato la standing ovation finale con doppio richiamo in palcoscenico degli artisti.

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