“Il Paglia racconta” primo in graduatoria. Coinvolto nel progetto l’Istituto Omnicomprensivo Leonardo da Vinci

Sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza dei fiumi attraverso un percorso di conoscenza del territorio, scoperta della biodiversità e sviluppo di azioni e comportamenti virtuosi verso il patrimonio ambientale dei corsi d’acqua: questo l’obiettivo del progetto “Il Paglia racconta“, promosso dal Comune di Acquapendente in partenariato con il Comune di Proceno e in collaborazione con la Riserva Naturale di Monte Rufeno, che ha ottenuto 10.000 euro dalla Regione Lazio attraverso l’avviso pubblico per la concessione di contributi per i contratti di fiume delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.

Il progetto dell’amministrazione aquesiana, che vedrà il coinvolgimento della classe terza dell’Istituto Tecnico-chimico dell’Istituto Omnicomprensivo Leonardo da Vinci, è risultato primo nella graduatoria di un bando che vuole promuovere la diffusione dei principi alla base del contratto di fiume. Tale strumento è un accordo tra soggetti che hanno responsabilità nella gestione e nell’uso delle risorse idriche, nella pianificazione del territorio interessato da bacini fluviali e nella tutela dell’ambiente, contribuendo allo sviluppo locale.

Essere arrivati primi nella graduatoria regionale – commenta Alessandra Terrosi, sindaco di Acquapendente – è un risultato molto importante che testimonia la qualità del progetto presentato. Il bacino del fiume Paglia costituisce un patrimonio del nostro territorio da conoscere e tutelare e a tal fine è molto importante che bambine e bambini, ragazze e ragazzi siano i primi protagonisti dei contratti di fiume per costruire un futuro sostenibile. Ed è per questo che tra le azioni dei contratti di fiume della Regione Lazio, che ringraziamo per l’opportunità, questa è sicuramente una delle più significative“.

Il Paglia racconta” inizierà con una prima fase formativa in classe. Gli alunni saranno guidati alla comprensione di concetti previsti e compresi nel contratto di fiume: il fiume come corpo idrico ma soprattutto come ecosistema naturale, nonché visto in dettagli più specifici come l’inquadramento geografico e cartografico delle aree indagate, la storia e le tradizioni del luogo, i toponimi locali. Una riflessione preliminare necessaria affinché le classi siano poi coinvolte nelle attività di campo con una visione più ampia del fiume.

In seguito alle lezioni, infatti, sono previste uscite nel territorio per effettuare due prelievi d’acqua per ciascuno dei sette siti individuati. Contestualmente verranno presi in considerazione gli aspetti ecologici, paesaggistici e antropici degli ambiti fluviali indagati. Sui campioni prelevati saranno effettuate, nel corso della stessa giornata, analisi chimiche e fisiche presso i laboratori scolastici, per rilevare la presenza o meno di sostanze inquinanti o derivanti da attività zootecniche, agricole e urbane. Verrà poi individuato un tratto di fiume da “adottare”, su cui realizzare un breve sentiero didattico con stazioni, segnalate da capannine o pannelli in legno e paletti segnavia, per l’osservazione della fauna, in particolare dell’avifauna stanziale e svernante.

Articolo precedenteMERCATO E MERCATI
Articolo successivoNon ce la Beviamo: “Sull’acqua pubblica gli Amministratori non possono fare il gioco delle tre carte”