Comitati e sindaci vincono il primo round della battaglia contro il termovalorizzatore. La Regione Lazio ha rigettato la domanda di valutazione di impatto ambientale per l’impianto di recupero energetico che la società A2A vuole realizzare a Tarquinia. Dopo lunga attesa è arrivata l’attesa comunicazione di rigetto dell’istanza che riguarda l’inceneritore. Contro l’impianto fin dal 2019 è in corso una battaglia condotta dalle associazioni, dai comitati di cittadini, dai sindaci, in primis da quello di Tarquinia Alessandro Giulivi, e dai consiglieri regionali del territorio che, con determinazione, hanno affermato la contrarietà all’opera nei modi e nelle sedi preposte.

La procedura era stata avviata nel luglio del 2019 con il deposito della documentazione da parte della A2A Ambiente spa, per un progetto di un mega inceneritore da realizzarsi in località Pian D’Organi, su una superficie di 433.478 mq., che prevedeva la costruzione di mc 866.956 di volumi impiantistici di cui una ciminiera alta 70 mt., due Forni con una potenza complessiva di 200 Mwt che avrebbero bruciato 62 tonnellate l’ora per un totale di 540.000 tonnellate l’anno di rifiuti speciali non pericolosi, con 122.000 tonnellate l’anno di ceneri pesanti e 40.000 di ceneri leggere di risulta dalla combustione e con un traffico previsto di 32.698 camion per il trasporto dei rifiuti (circa 90 camion al giorno). 

Era il primo luglio del 2020 quando in una stanza virtuale utilizzata per le conferenze dei servizi dalla direzione regionale politiche ambientali e ciclo dei rifiuti area valutazioni d’impatto ambientale, erano presenti enti, comuni limitrofi, uffici regionali, della società proponente, delle associazioni e dei cittadini interessati, il comune di Tarquinia capofila nei ricorsi aveva ribadito il proprio no alla realizzazione dell’impianto.

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