ORTE – Gli studenti del Liceo Scientifico “Don Delfo Gioacchini” dell’Istituto Omnicomprensivo “Fabio Besta” di Orte sono stati protagonisti dell’operazione di restauro di un’antica rosa dei venti, datata 1783, in collaborazione con la Contrada San Sebastiano. Il lavoro è stato svolto nell’ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro, regolati dalla legge 107, ed è valso all’istituto il primo posto, nella categoria licei, al Premio Storie di Alternanza, assegnato presso la sede della Camera di Commercio di Viterbo.

Il Premio Storie di Alternanza, promosso da Unioncamere e dalle Camere di Commercio italiane, ha l’obiettivo di valorizzare e dare visibilità ai racconti dei progetti di alternanza scuola-lavoro attraverso la produzione di video ideati, elaborati e realizzati dagli studenti e dai tutor degli istituti scolastici di secondo grado. Il restauro della rosa dei venti è stato raccontato dai ragazzi nel video “Orte. Restauro 1783, una storia da salvare”.

“Desidero complimentarmi con gli studenti per il risultato ottenuto – dichiara la dirigente scolastica Fiorella Crocoli – e ringrazio la Camera di Commercio per l’iniziativa e per la disponibilità e la vicinanza mai fatte mancare fin da quando, nello scorso inverno, abbiamo iniziato questo percorso. All’inizio ci siamo interrogati a lungo su quale progetto potessimo presentare, dal momento che il liceo scientifico non aveva mai partecipato finora all’alternanza scuola-lavoro. Quindi, ci siamo orientati verso qualcosa in cui gli studenti fossero protagonisti di un processo lavorativo”.

“Grazie alla collaborazione con la Contrada San Sebastiano – continua – gli studenti, muniti di tutto il materiale necessario e coadiuvati da alcuni restauratori professionisti, hanno realizzato il restauro di una antica rosa dei venti, rendendosi protagonisti attivi e operando direttamente sul muro con apposite siringhe. Si sono resi consapevoli che nelle loro menti e nelle loro mani possiedono competenze tali da consentir loro di varcare la soglia della scuola e di effettuare delle scelte universitarie o lavorative più adeguate in relazione alle loro passioni. Ringrazio quindi i restauratori e le docenti Paganelli e Meucci che hanno seguito costantemente questo percorso”.

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