VITERBO – “Il nostro Paese ha dimostrato con i suoi trascorsi storici incredibilmente significativi di essere un esempio per tutte le culture del mondo.

In primis con il grande Impero Romano, ben organizzato dal punto di vista civico e sociale che, con forte determinazione, portava a compimento incredibili opere di ingegneria e di urbanizzazione, programmate ed eseguite in tempi impressionanti per l’epoca e non solo.

Opere compiute in tempi molto lontani ma pressoché negli stessi luoghi in cui dovremmo ultimare le nostre “grandi opere” come la famosissima Orte-Civitavecchia, che dopo 40 anni ancora fa parlare di sé con toni di disappunto perché di nuovo al palo a causa dell’ennesimo ricorso, a dispetto di chi già festeggiava il suo tanto atteso completamento.

A questo punto alcune domande, in quanto lavoratori e cittadini italiani, ce le dovremmo porre:

In che razza di Paese viviamo se per costruire una strada di 70 km impieghiamo mezzo secolo?

Quali prospettive di crescita economica possiamo avere se, al netto di ogni ricorso possibile ed immaginabile, definiamo obiettivi, stanziamo danaro pubblico, progettiamo, mettiamo a gara, diamo in aggiudicazione quello che ci eravamo posti come obbiettivo e puntualmente lo blocchiamo?

È mai possibile vivere in un Paese dove la più piccola delle formiche ha la meglio sull’intera collettività?

Si può ancora pensare di dare un futuro migliore alle nuove generazioni se continuiamo ad essere immobili su tutto? Dobbiamo quindi  tornare all’assurdo,  alla forma imperiale per prendere una decisione e far funzionare qualcosa in terra italica?

La risposta non può e non deve stare in capo ai politici o ai partiti.

A questo punto sta al senso civico di ognuno di noi e alla consapevolezza costruttiva di far parte di una società complessa e democratica che dovrebbe porsi queste e migliaia di altre domande per capire se davvero vale la pena di continuare ad agire con personalismi ed interessi particolari a discapito di tutti.

All’epoca dell’antica Roma tutto ciò non sarebbe potuto accadere, a dimostrazione che a distanza di migliaia di anni non solo non siamo progrediti sotto questo punto di vista, ma al contrario siamo tornati agli albori di una società inconcludente e non più in grado di programmare né di portare a compimento le sue priorità.

La Filca Cisl Lazio Nord metterà in campo le proprie forze anche con iniziative a supporto del completamento dell’opera e per rilanciare l’occupazione nel comparto edile, che sta assumendo nella nostra provincia ,connotati di emergenza sociale”.

Francesco Agostini
Segretario Generale Filca Cisl Lazio Nord

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