Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – Il consiglio comunale che si è tenuto nella mattinata di oggi, con inizio alle ore undici, presso la sala consigliare del comune di Montefiascone ha avuto un finale infuocato, quando il sindaco Cimarello (foto), incalzato dalla minoranza, è sceso dalla poltrona per discutere con i consiglieri di opposizione a tu per tu.

 

Va subito precisato che questo è stato un consiglio straordinario in quanto indetto su esplicita richiesta dei consiglieri di minoranza con pochissimi temi all’ordine del giorno, appena due; il primo sulla situazione dell’ospedale, il secondo sulla viabilità con l’attualmente tanto discusso senso unico in via Dante Alighieri mentre un folto pubblico, circa cento persone affollava il fondo dell’aula.

 

Il primo a prendere la parola è stato il consigliere Morleschi che ha apprezzato, anche se con qualche riserva, poiché, tra qualche anno, quando sarà ultimata l’ultima parte dell’ospedale di Belcolle, ematologia potrebbe ritornare in Viterbo, l’ormai prossimo trasferimento del reparto di Ematologia sulla struttura del colle falisco. In tal caso Montefiascone si ritroverebbe con un pugno di mosche in mano con la vanificazione di quanto fatto e dei contributi economici elargiti dai cittadini per questa causa. Il Morleschi ha quindi ampliato il discorso affrontando il problema della sanità in tutto l’Alto Lazio esponendo il deprecabile piano del commissario Macchitella che prevede la soppressione di due degli attuali distretti, compreso Montefiascone, con gli attuali direttore che seguiterebbero a percepire lo stipendio per creare un nuovo dipartimento, creando nuovi dirigenti con notevole aumento dei costi. Dipartimento che, tirate le somme, costerebbe più che mantenere gli attuali distretti deducendo che avrebbe solo una valenza politica.

 

Detto dipartimento avrebbe sede in Tarquinia, quindi i pochi servizi sanitari rimasti in Montefiascone scomparirebbero totalmente. Il Morleschi ha anche prospettato che ci sarebbe una via d’uscita da questo vicolo cieco, attraverso una chiara presa di posizione unitaria da portare al consiglio dei sindaci giocando la carta della quantità di popolazione. Montefiascone, per popolazione, quarto paese più grande della provincia, può incidere notevolmente sulle scelte, chiedendo una tutela più equa ed positiva dell’ospedale di Montefiascone.

 

Ha quindi preso la parola Paolini deprecando lo stato dell’ospedale di Montefiascone e la negativa fine verso la quale è destinato rifacendo un po di storia e rimproverando al presidente del Consiglio comunale, M. Trapè, che lo sfascio della struttura è iniziato quando egli era sindaco allorché deliberò con l’appoggio di tutta la sua maggioranza l’accorpamento con quello di Belcolle quindi, secondo lui, la morte del civico ospedale che ora si concretizza, è frutto di una scellerata politica locale. Chiusura che si ripercuote anche sull’economia locale e quindi ha fatto tutto un elenco delle varie fasi di chiusura che sono susseguite comprese quelle del pronto soccorso che oggi non è ne più ne meno che una medicheria spettante a semplici infermieri. Il Paolini non si è risparmiato dal sottolineare che, dopo l’andata in pensione del Dott. L. Cricco, non sia stato sostituito e così anche questa branchia medica è venuta meno con l’ulteriore perdita di posti letto. I pochi medici, appena quattro devono coprire le ventiquattro ore e questo non è possibile, si deve ricorrere ad un medico esterno che non conosce ne le persone ne la loro malattia, per cui è come se non ci fosse.

 

Ha ribadito l’inefficienza del posto di primo soccorso. Ha sottolineato poi, la mancanza di un primario in radiologia, ciò significa che anche questo reparto è in via di estinzione. Alla luce di tutto questo il civico ospedale è ormai quasi morto contrariamente a quanto, Lei sindaco, ha detto il Paolini, ha asserito nelle interviste rilasciate a qualche organo di stampa. Il Paolini ha ancora sottolineato come Acquapendente, con un amministrazione più accorta e presente, ha salvato il suo ospedale. Ha poi espresso poca fiducia su quanto dice Macchitella ed altri i quali, ogni volta che sono saliti sul colle falisco, solo promesse da ricondurre solo a fini politici e per nulla, Egli, contrariamente a quanto Lei sindaco sostiene, non ha affatto a cuore il nostro comprensorio, infatti ha fatto e sta facendo accordi con gli ospedali della sua Regione, l’Umbria. A questo punto Morleschi ha mostrato un articolo di giornale con su scritto, più o meno, senza entrare nel merito, nel piano di Macchitella progetto per la centralità dell’ospedale di Orvieto per tutto il comprensorio. Questa è la realtà, ha tuonato l’opposizione. A tutto questo ha fatto eco positivamente la consigliera Foscarini, condividendo quanto detto dagli altri e ribadendo la soddisfazione per il ritorno del reparto di ematologia presso il civico ospedale. Infine il consigliere Bellacanzone ha sottolineato che è ora di mettere da parte ogni vecchia considerazione, smettere di piangere sui molti errori del passato; è ora di affrontare i problemi presenti e insieme, maggioranza e minoranza, fare un fronte unico e farci sentire nella conferenza dei sindaci per la salvaguardia dell’ospedale per il bene medico di tutti i cittadini.

 

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