REGIONE – “Continua il cambio di passo nella sanità laziale, visibile non solo da provvedimenti quali la recente abolizione del ticket regionale o il contenimento del disavanzo a soli 160 milioni nel 2016 (nel 2008 era di 1.693 milioni).

È di qualche giorni fa, infatti, l’introduzione da parte della Regione di un altro requisito necessario all’accreditamento per le strutture socio sanitarie, assistenziali e riabilitative: il personale con la qualifica di infermiere, fisioterapista, operatore sociosanitario, educatore professionale, tecnico sanitario o figure equivalenti e dedicate all’assistenza al paziente, deve avere con il soggetto gestore della struttura un rapporto di lavoro di dipendenza regolato dal Contratto nazionale sottoscritto dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentative nel settore sanitario.

I gestori hanno tempo fino al 30 giugno 2017 per adeguarsi alle nuove disposizioni.

Questo provvedimento dice una cosa chiara: i diritti del paziente e la qualità della cura non possono prescindere e anzi sono garantiti al meglio quando siamo in presenza anche di una qualità del lavoro che dia certezze e tutele a chi, tutti i giorni, si prende cura dei soggetti più deboli quali gli anziani e i malati. Il decreto riguarda circa 10mila figure professionali e fa seguito all’accordo sottoscritto dalle associazioni datoriali del settore, Aiop e Aris e dai sindacati Cgil, Cisl e Uil lo scorso 21 marzo”.

Enrico Panunzi (foto)
Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

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