VITERBO – “Oggi il Comitato Non ce la beviamo era alla Stazione di Porta Fiorentina ad aspettare il Presidente Zingaretti per chiedere: da che parte sta la Regione? La decisione della maggioranza, in consiglio comunale, di sostenere il piano Parca e respingere l’applicazione della Legge Regionale 5/2014 rappresenta, a nostro parere, il grimaldello per favorire l’ingresso alla privatizzazione della gestione dell’acqua. Una decisione che va nella direzione opposta alla volontà espressa con il referendum del 2011 attraverso il quale i cittadini italiani hanno scelto che l’acqua, pubblica per sua natura, deve essere gestita dalla collettività e non da privati.

 

Lo strumento per poter rendere pubblica la gestione dell’acqua esiste e si chiama Legge Regionale 5/2014.

 

Questa Legge di iniziativa popolare, recepita all’unanimità dal Consiglio Regionale del Lazio, stabilisce che la gestione deve essere svolta nel rispetto degli esiti referendari e senza finalità lucrative attraverso un percorso di affidamento della gestione a enti di natura pubblica.

 

L’applicazione di questa Legge permetterebbe di consegnare la gestione della nostra acqua al nuovo soggetto di diritto pubblico che potrà garantire cittadini e lavoratori. Ma la Regione, nel frattempo, sembra disconoscere la legge e rimanda i lavori per renderla applicabile.

 

Oggi l’assessore Refrigeri ha comunicato che la settimana prossima saranno convocati appositamente i comitati dei cittadini.

 

Qualcuno sta presentando, però, quale unica via di uscita la consegna della gestione dell’acqua a Società quotate in borsa ; questo significherebbe consegnare il bene acqua alla mercificazione determinando inevitabili aumenti di tariffe, aumento del precariato e,soprattutto, nessuna garanzia sulla qualità dell’acqua che verrà erogata . Il Comitato Non ce la beviamo ritiene che la gestione dell’acqua debba essere tenuto fuori dalle logiche del mercato e del profitto. Soltanto una gestione pubblica che preveda la partecipazione attiva della cittadinanza potrà garantire la dovuta attenzione alla qualità dell’acqua erogata ed il contenimento delle tariffe. Attendiamo la convocazione della prossima settimana per capire cosa intende fare Il Presidente della Regione : applicare la Legge 5 o calpestare la volontà dei cittadini italiani?”

 

Il Comitato Non ce la beviamo

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