Il consiglio comunale ha espresso netta contrarietà all’ingresso nel gestore idrico unico sebbene la Regione lo voglia imporre

Il consiglio comunale di Vitorchiano ribadisce la netta contrarietà all’ingresso in Talete, nella seduta del 27 maggio 2022 incentrata sulla richiesta della Regione Lazio di deliberare per l’ingresso del Comune di Vitorchiano nel gestore idrico unico. Una forte posizione politica che si è espressa con il voto di 11 consiglieri su 13.

Durante la seduta, la nona di questa consiliatura e moderata dal presidente Giuseppe Santini, il sindaco Ruggero Grassotti ha spiegato che la situazione è sicuramente complicata, soprattutto alla luce della nuova diffida con cui la Regione Lazio intenderebbe accelerare il processo di trasferimento del Servizio Idrico Integrato (SII) dei 21 comuni della provincia ancora autonomi nella gestione unitaria. Grassotti ha confermato il no all’ingresso in Talete e la volontà di cercare ogni ulteriore strada utile che possa permettere a Vitorchiano di mantenere autonoma e pubblica la gestione dell’acqua, a tutela degli interessi dei cittadini.

L’assessore Federico Cruciani ha quindi illustrato la delibera portata in aula, con cui si è ripercorsa la “storia degli ultimi 20 anni”, con un focus particolare sull’ulteriore diffida già ricevuta nel 2015. Con il voto di Grassotti, Cruciani, Santini, Fanelli, Ielmoni, Arieti, Vagnoni, Salimbeni, Lanzi, Olivieri e Marzo, il Comune di Vitorchiano ha ribadito che non vi sono i tempi, le modalità e i contenuti per dare seguito alla lettera della Regione Lazio, ricevuta il 12 maggio 2022, con cui la Regione stessa chiede di deliberare a favore dell’ingresso in Talete. Si è invece astenuto il consigliere Fusco mentre ha preferito lasciare l’aula e non partecipare al voto il consigliere Centola.

Davvero eccessiva e inattesa è ritenuta la presa di posizione della Regione Lazio per obbligare i 21 comuni della Tuscia ancora fuori dalla gestione Talete (sugli oltre 60 appartenenti al medesimo ATO) a trasferire il servizio al gestore unico. Questa lettera non solo anticipa l’avvio delle procedure per la nomina di un commissario ma, con diffida a tutti i comuni contrari, paventa anche un danno erariale in capo agli amministratori locali. Con la delibera approvata in consiglio si è perciò deciso anche di dare incarico a un legale specializzato di verificare i margini per ulteriori azioni legali, oltre a quelle portate avanti nel periodo 2015-2018 al TAR e al Consiglio di Stato.

I tempi che la Regione vorrebbe imporre sono tali da limitare o, addirittura, impedire anche l’apertura di nuovi tavoli di discussione e confronto. Un atteggiamento duro, inaccettabile e non condiviso, dettato forse da una circolare del Ministero per una temuta perdita dei finanziamenti del PNRR a causa della mancata adesione di tutti i comuni dell’intero ATO al gestore. La Regione Lazio, dopo le recenti sentenze del Consiglio di Stato del marzo 2022 con cui ha di fatto trasferito a Talete il servizio di ulteriori 8 comuni, diffida quelli ancora indipendenti e autonomi nella gestione dell’acqua pubblica, annunciando quindi l’attivazione dei poteri sostitutivi.

Come spiegato durante la seduta consiliare, nei prossimi giorni continueranno i dovuti e necessari approfondimenti, anche in sinergia con gli altri 20 comuni coinvolti, per non essere costretti a subire, “obtorto collo”, una scelta calata dall’alto e un commissariamento non condiviso.

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