«Tra le cose da fare subito con l’avanzo di circa 5 milioni di euro, per Chiara Frontini non c’è né la riparazione della strada principale di Roccalvecce ostruita dal cedimento di una frana, né portare avanti i progetti redatti dalla precedente amministrazione per dotare sant’Angelo dei servizi e delle strutture necessarie a fronteggiare la pressione innescata sulla tranquilla vita dei residenti dall’arrivo di flussi turistici sempre più imponenti». 

Così Andrea Micci e Elpidio Micci (Viterbo Cresce) e Caudio Ubertini (Lega Salvini Viterbo) commentano l’operato del nuovo Sindaco di Viterbo e spiegano:   

«Nella lista delle urgenze di Frontini queste cose non ci sono. La Lega, insieme a Viterbo Cresce, hanno, quindi, chiesto di destinare alcuni soldi del tesoretto comunale a queste che sono chiaramente delle urgenze non rinviabili. Abbiamo quindi proposto di dedicare 100 mila euro per realizzare le opere e i servizi a sant’Angelo, 70 mila euro per ripristinare la viabilità principale a Roccalvecce compromessa dalla caduta di una frana, e anche la riparazione in danno alla casa diroccata di Sant’Angelo con la conseguente riapertura di via delle Mura Saracene. Da parte dell’Amministrazione Frontini abbiamo ricevuto una disponibilità ad accogliere, all’interno di un unico maxiemendamento, solo la nostra richiesta di porre rimedio alla caduta della frana che sta tenendo un intero borgo e i suoi residenti isolati dal resto del mondo, con grande difficoltà nei loro spostamenti. Avremmo dovuto, però, rinunciare a chiedere tutto il resto. Una proposta inaccettabile per noi. Abbiamo, quindi, discusso tutte le nostre richieste in consiglio comunale, nella speranza di un sussulto da parte della maggioranza Frontini, che, al contrario, si è trincerata dietro l’ennesimo mutismo, limitandosi a una serie di “meccaniche” alzate di mano per bocciare uno dietro l’altro gli emendamenti dell’opposizione, con i quali abbiamo rappresentato quelle che sono, a nostro avviso,  urgenze dei cittadini. 

Bocciati, quindi, tutti gli interventi che abbiamo richiesto su Sant’Angelo e Roccalvecce. Nella “Città della Bellezza” di Chiara Frontini le cose urgenti sono altre: rifare, ad esempio, il basamento delle isole di prossimità, che già ci sono e funzionano, piuttosto che permettere ai residenti di un borgo isolato da una frana di muoversi liberamente. 

Ma la cosa paradossale è un’altra: la maggioranza avrebbe recepito l’emendamento che stanzia soldi per la frana di Roccalvecce, se l’opposizione avesse rinunciato a discutere tutte le altre emergenze. Quando ciò non è accaduto, anche gli interventi su Roccalvecce sono diventati “impossibili” da fare. La sindaca e la sua maggioranza, infatti, hanno bocciato l’emendamento, dicendo che non c’era un parere tecnico e una progettazione esecutiva per mettere a disposizione le risorse. Eppure solo un quarto d’ora prima erano pronti a stanziarle le risorse, inserendolo nel maximemendamento se l’opposizione avesse rinunciato a discutere le altre urgenze. Restiamo basiti come uno schieramento che si professa civico, che si candidata a portare in città una ventata di novità, di cambiamento, che rimarca continuamente la distanza da tutti gli altri, abbia in realtà imparato tanto in fretta, e abbia messo in pratica altrettanto rapidamente, ma in modo piuttosto maldestro, i meccanismi più collaudati della vecchia politica.  Sistemi per cui il disagio dei cittadini, in questo caso quelli di Roccalvecce e quelli di Sant’Angelo, diventa “moneta” di scambio per “silenziare” l’opposizione che, per vedersi accettare l’emendamento su Roccalvecce, avrebbe dovuto rinunciare a discutere tutte le altre richieste, come quella di intervenire su Sant’Angelo. Insomma niente di nuovo sotto il sole della “Città della bellezza” se non, forse, qualcosa di vecchio, mascherato di nuovo, con il brio delle narrazioni fantastiche della sindaca, come quella che racconta a fine seduta: “Se c’è una cosa che questa amministrazione non farà, è fare come si è sempre fatto”». 

                                                      

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