ROMA – Dopo il decreto emanato lo scorso 23 gennaio, che ha permesso di esonerare dal pagamento della IMU agricola molti Comuni ricadenti in zona totalmente montana, gli imprenditori agricoli a titolo principale e i coltivatori diretti che svolgono la propria attività in zone parzialmente montane, è necessario tornare sull’argomento.

 

Sono rimasti esclusi dall’esonero, infatti, molti territori classificati come totalmente e parzialmente svantaggiati. “I Comuni definiti come totalmente e parzialmente svantaggiati − commenta l’on. Terrosi (foto) che ha seguito la vicenda fin dall’inizio presentando vari atti parlamentari in merito − hanno beneficiato del sostegno previsto da vari Regolamenti comunitari, che hanno predisposto apposite Misure per l’aiuto alle suddette aree in cui la situazione di svantaggio è riconducibile a situazioni ambientali e pedoclimatiche penalizzanti ma anche a condizioni insediative, socio-economiche e strutturali in declino. Sappiamo bene come, in tali aree, l’agricoltura svolga azioni importantissime non limitate alla realizzazione di produzioni tipiche, biologiche e di qualità. Il ruolo assunto in questi territori dall’attività primaria è anche quello di conservazione del paesaggio, di gestione dei territori e di prevenzione del dissesto idrogeologico oltrechè quello di mantenere vivi gli insediamenti anche laddove le caratteristiche strutturali, la offerta di servizi, la infrastrutturazione – dalle reti viarie al completamento delle filiere – nonchè gli indici socio economici denunciano un decadimento delle comunità”. Alessandra Terrosi continua dicendo che “i criteri ad oggi adottati per definire l’elenco dei territori assoggetabili ad IMU non tengono conto di tutto quanto sopra riportato e penalizzano i territori ricadenti nelle ormai ex zone svantaggiate o parzialmente svantaggiate”.

 

La lettera indirizzata al Ministro Martina nasce da queste considerazioni e dalla necessità di rivedere i criteri che definiscono le aree esentate dal pagamento della IMU sui terreni agricoli al fine di pervenire ad una più equa imposizione fiscale che permetta di esentare le aree, non solo quelle montane individuate dall’elenco ISTAT redatto ai sensi della L. 991/52, in cui l’attività agricola rappresenta un comparto ancora in difficoltà, sebbene fondamentale per la tenuta sociale, economica e idrogeologica di intee aree del nostro Paese.

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