VITERBO – Livelli di arsenico e fluoruri, istituito il primo tavolo tecnico sulla gestione del trattamento e miscelazione dell’acqua. L’iniziativa, sostenuta e voluta dal sindaco Michelini e dall’assessore Vannini, ha visto riunirsi lo scorso martedì tutti gli attori coinvolti nel trattamento, monitoraggio e analisi delle acque, specificatamente Regione Lazio, Comune di Viterbo, ASL, Talete, Negremont.

 

La costituzione del tavolo fa seguito al superamento delle soglie di fluoruri registrato recentemente, che ha reso necessaria un’ordinanza di non potabilità da parte del sindaco, revocata dopo pochi giorni. L’incontro, svoltosi a Palazzo dei Priori, coordinato dal sindaco Michelini e dall’assessore Vannini, con il supporto tecnico del dirigente del settore Ambiente Dello Vicario, ha ufficializzato la costituzione del tavolo tecnico, ma ha anche fatto il punto sul funzionamento degli impianti di trattamento e sui protocolli di monitoraggio della qualità dell’acqua. Nell’ambito della riunione è stata inoltre proposta la predisposizione di un protocollo condiviso che minimizzi il rischio di superamento delle soglie di concentrazione di arsenico e fluoruri e garantisca una capacità di reazione immediata da parte degli organi preposti.

 

I rappresentanti di Negremont, l’azienda che gestisce l’impianto di trattamento delle acque di Monte Jugo, hanno motivato il recente superamento delle soglie di fluoruri come un evento episodico, causato dalla necessità di taratura dell’impianto alle caratteristiche chimiche dell’acqua da trattare. L’emergenza è immediatamente rientrata e la stessa azienda sta effettuando analisi giornaliere per assicurarsi che il sistema sia definitivamente tarato su parametri che garantiscano un livello di fluoruri largamente inferiore alle soglie di 1,5 mg/litro definite dalla legge (D.Lgs. 31/2001 e successive modificazioni). L’impianto sta attualmente funzionando in modo ottimale con valori di fluoruri in uscita costantemente inferiori a 1 mg/litro e di arsenico intorno a 2 microgrammi/litro (la soglia definita dalla 98/83/CE -Drinking Water Directive, DWD è di 10 microgrammi/litro). Al rubinetto, l’acqua disponibile per la cittadinanza, dopo la miscelazione dell’acqua trattata con le altre sorgenti, risulta potabile e con valori di arsenico e fluoruri decisamente inferiori ai limiti imposti dalla legge. I componenti del tavolo tecnico stanno lavorando al protocollo di monitoraggio, analisi e prevenzione del rischio che verrà a breve definito e adottato dallo stesso tavolo.

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