BASSANO ROMANO – Di seguito le parole di Paola Marchetti, che ha deciso di accettare la proposta di candidatura a Sindaco del Comune di Bassano Romano da parte di un nutrito gruppo di cittadini, mettendo a disposizione del proprio paese la sua esperienza politica e di amministratrice, per un progetto che cambi il paese e offra, a partire dalla rivalorizzazione del passato, un futuro migliore per i suoi cittadini:

 

“Molte volte mi sono chiesta perché nonostante la grande fatica, il tempo rubato, gli spazi occupati, continuo a credere fermamente che questa comunità mi appartenga e la risposta sta proprio nella forza che sento ogni volta che mi trovo tra la gente e che rafforza in me questo senso di appartenenza.

 

Ogni volta che passeggio nel nostro bellissimo borgo antico la delusione assale la mia anima. Perché i luoghi fanno le persone e le persone fanno i luoghi. Quegli spazi mi appartengono, hanno costruito le nostre storie, fanno parte di vissuti che contraddistinguono la nostra comunità.

 

Un paese non è un’entità astratta, ha delle anime che vanno coltivate, create, curate, ma soprattutto amate. Sono quelle anime che aggregano e fanno comunità, fanno popolo, fanno cultura, fanno vita.

 

Io voglio mettere a disposizione il mio sogno, la mia grande passione, il mio voler stare con la gente, il mio senso di appartenenza, per poter dare ai nostri figli, ai figli dei nostri figli un paese che sia degno di essere vissuto ma soprattutto amato.

 

E’ con questo spirito e con questa ambizione che mi candiderò alle elezioni comunali della prossima primavera.

 

La nostra comunità porta addosso le ferite di politiche di leggerezza e personalismo.

 

C’è bisogno di persone che abbiano coscienza di prendere in mano le sorti di luoghi abbandonati o trasformati dalle miopie, che nel corso degli ultimi decenni hanno caratterizzato la politica delle precedenti amministrazioni.

 

Persone capaci di credere ancora nell’uguaglianza e nella fratellanza, per svegliare le coscienze e ritrovare il senso di appartenenza, per ricreare uno spirito di collaborazione, partecipazione, per essere parte di un processo che faccia rinascere la comunità e faccia rivivere luoghi di socializzazione.

 

Perché ognuno di noi può essere parte del processo di rinascita del nostro paese, ormai quasi abbandonato alla sua disfatta.

 

Avere il coraggio o la sfacciataggine di governare un paese richiede molto impegno, entusiasmo e tanta passione.

 

La responsabilità, la consapevolezza e la capacita di comprendere il delicato ruolo che ci s’impegna a raggiungere, devono essere spinte dal coraggio e dalla partecipazione di una comunità, che ha il diritto e la voglia di vivere con dignità il proprio paese.”

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