VITERBO – “Come più volte ho avuto modo di chiedere e di evidenziare in questi quasi due anni di Amministrazione Michelini è assurdo che i consigli comunali si svolgano durante il normale orario di lavoro. Questa città, infatti, alle ultime consultazioni elettorali ha determinato un profondo rinnovamento della rappresentanza in consiglio comunale eleggendo a propri rappresentanti non solo dipendenti pubblici, pensionati o disoccupati, ma anche molti professionisti e dipendenti di aziende private che mi sembra facciano salti mortali per conciliare i lavori delle assemblee comunali con i propri doveri professionali.”

 

“Mi chiedo allora, perché non viene data pari opportunità a tutti gli eletti di questo consiglio in cui ho l’onore di sedere di essere presenti e concentrati ad ogni seduta di lavoro? Perché non ci possiamo ispirare a molte buone prassi dei Comuni del nord che svolgono i lavori del Consiglio Comunale in orari serali?

 

A chi sostiene che convocare i consigli durante il normale orario di lavoro produca sensibili risparmi, ricordo che la Pubblica Amministrazione è invece danneggiata tre volte. La prima in quanto i dipendenti pubblici non prestano il loro doveroso servizio. La seconda in quanto i dipendenti di aziende private non possono di fatto partecipare ai lavori del consiglio. La terza perché la PA assume i costi dei lavoratori del consiglio e subisce l’assenza dei dipendenti pubblici che stanno legittimamente svolgendo il loro incarico istituzionale.

 

Credo che questa città si meriti veramente una rappresentanza attenta e presente, capace di mettere a disposizione del bene comune e di una sana azione amministrativa tutte le esperienze, le capacità e gli strumenti che derivano dalla vita professionale di ognuno.

 

Basta con i consigli comunali convocati in base alle esigenze dettate da alcuni “consiglieri-dipendenti pubblici” che sono costretti a disertare il luogo di lavoro per partecipare al consiglio comunale”.

 

Lo dichiara in una nota la consigliera comunale di Forza Italia Antonella Sberna (foto).

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