VITERBO – “Partiamo da Viterbo per raggiungere l’ospedale di Belcolle e, in prossimità dell’ingresso principale, al di sotto del cavalcavia, notiamo i cartelli segnaletici che indicano di deviare per la presenza di alcune griglie danneggiate, difetto stradale risalente, ormai, a molti mesi fa, senza che nessuno vi abbia ancora posto rimedio, nonostante la denuncia di Fondazione e di giornalisti che ne hanno segnalato la pericolosità per il traffico veicolare.

 

Belcolle e le griglie della vergogna (foto)

 

Avvicinandoci alle mura dell’ospedale, vediamo un grande scivolo costruito a ridosso della gradinata, sicuramente ideato per rispondere alle esigenze dei “diversamente abili” che, all’occorrenza, potranno servirsi di questo percorso privo di barriere architettoniche; peccato che anche tale infrastruttura, terminata da molti mesi, sia ancora lì, paradossalmente impacchettata, in attesa di chissà quale evento, magari da inaugurare in occasione della visita di qualche eminente politico che verrà a Belcolle, in tempo di elezioni, per rispolverare il completamento dell’ospedale che sembra non scrivere mai la parola “fine”.

 

In prossimità di questa opera finita ma non utilizzata, ecco imbatterci nei contenitori di rifiuti, pieni zeppi e senza la possibilità di differenziare che ci fanno pensare quanto stia a cuore, alla ASL , il decoro e l’igiene nello spazio antistante un presidio dove la gente ricorre per curarsi ed essere assistita.

 

Prendiamo l’ascensore per raggiungere il 5° piano della struttura e, fortunatamente senza incorrere nei soliti guasti che lasciano a piedi i visitatori, ci accorgiamo che il display che segnala il piano di arrivo è spento e non indica il numero del livello raggiunto, tanto da chiederci.

 

Finalmente, giunti a destinazione per visitare un parente ricoverato, entriamo in un corridoio che ospita ben quattro reparti, esattamente la neurologia, la neurochirurgia, l’otorino e il maxillo facciale, da diverso tempo accorpati in un unico settore ospedaliero, emblema di una promiscuità di ricoverati che la chiusura dei lazzaretti ci aveva fatto dimenticare, dove è facile osservare un bambino, degente per tonsillite, accanto ad un malato operato di cancro al cervello, dove è facile vedere uomini e donne alloggiati nella stessa stanza, pazienti che vivono il ricovero tra malcelato imbarazzo e condizioni alberghiere sfavorevoli. Inoltre, la presenza di un paziente sistemato nel corridoio, a dispetto delle più elementari norme che tutelano la dignità, la riservatezza e la sicurezza del malato, fa comprendere la gravità che deriva dallo scippo di posti letto subìto dalla Sanità viterbese in questi ultimi anni ad opera di governatori come Marrazzo, Polverini e Zingaretti, nel silenzio generale della Politica viterbese.

 

Unica nota positiva, l’encomiabile professionalità dimostrata dagli operatori in servizio, nonostante messi a dura prova da una organizzazione ospedaliera irrazionale e superata.

 

Quello che doveva essere un “accorpamento” assolutamente provvisorio, è diventato invece fin troppo durevole, particolarmente inaccettabile se imposto in un presidio ospedaliero come Belcolle, già fiaccato dalle note carenze del pronto soccorso e dalla smobilitazione degli ospedali periferici, causa principale della desertificazione di rilevanti discipline specialistiche e la conseguente mobilità di pazienti verso altre strutture sanitarie.

 

Pertanto, ancora una volta, FondAzione richiama il diritto alle cure ed alla salute anche per i cittadini viterbesi e chiede a gran voce la restituzione del patrimonio sanitario che ci è stato usurpato dal commissariamento e dal “piano di rientro regionale”, in barba alle norme costituzionali che garantiscono le tutele del malato, progressivamente decresciute per dare spazio ad altri infidi tornaconti, con la complicità della Politica, che stanno pericolosamente minando la Sanità Pubblica nel suo complesso”.

 

Roberto Talotta (foto)
Responsabile del Dipartimento Sanità di FondAzione

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