«Il distacco del servizio idrico alle famiglie e alle fasce sociali più deboli che risultano morose rappresenta una grave violazione al diritto umanitario. L’interruzione di acqua, il bene comune più comune di tutti e pertanto bene indispensabile per la vita, non costituisce per il cittadino una semplice privazione, ma una vera e propria umiliazione. Una simile azione mette a repentaglio la salute individuale e collettiva, senza distinzione alcuna. Si colpiscono così i più poveri e i più fragili che vivono nelle nostre comunità: nuclei familiari senza reddito, lavoratori in mobilità, malati, donne, bambini, anziani soli, emarginati. Non si può permettere questo scempio. In particolare, non si può permettere che, a fronte della erogazione di acqua non potabile per la presenza di arsenico e fluoruri, si pretenda il pagamento di un dissservizio e, nei casi di morosità, si proceda poi con il distacco dell’utenza. Un atto, quest’ultimo, che, pur risultando legale, appare lontano dal buonsenso e soprattutto ingiusto. Quello che si chiede è una moratoria contro i distacchi delle utenze nei casi di morosità incolpevole, dovuta alle condizioni sociali ed economiche, e, a pari tempo, la garanzia di fornire ai cittadini il minimo garantito su base universale per la fruizione dei servizi giudicati essenziali per la sussistenza. Proposte che mirano nel complesso a garantire e preservare il diritto alla dignità e alla vita. A tale proposito, si chiede alla societa di gestione del servizio idrico, ancor prima di procedere con la riduzione della fornitura, di collaborare con i servizi sociali dei Comuni, inviando ai responsabili del settore la lista dei cittadini e dei nuclei familiari morosi per assumere, attraverso la figura professionale dell’assistente sociale, corrette decisioni sulla base della effettiva conoscenza dei singoli casi al fine di prevedere interventi volti ad alleviare il disagio. Occorre fare in modo che, anche e soprattutto sulla base dell’articolo 2 della Carta costituzionale, il diritto di accesso alle risorse idriche venga rispettato e affermato. Non dimenticando, infatti, che la somministrazione dei servizi essenziali è volta a soddisfare i bisogni primari aventi fondamento costituzionale nella tutela di diritti inviolabili come il diritto all’acqua potabile».Così Bengasi Battisti, Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua Pubblica.
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