La Regione Lazio ha presentato i primi progetti di valorizzazione attraverso la tecnologia finanziati nella prima fase: adesso si procede alla parte esecutiva

L’innovazione non può mettersi al servizio della tutela e valorizzazione dei beni culturali: deve. Per farlo, il Lazio deve continuare a pensarsi come l’unione di cinque province, scevro da campanilismi e da quell’ottica che vede prima Roma, e in seconda fila tutto il resto.
Lo hanno ribadito più volte i relatori dell’evento che ha presentato i risultati del bando Ricerca e sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Di questo si è parlato stamattina alla sede di Lazio Innova – società in house della Regione Lazio, partecipata con quota di minoranza dalla Camera di commercio di Roma e frutto del riordino delle società della Regione Lazio dedicate all’innovazione, al credito e allo sviluppo economico previsto dalla legge regionale n. 10/2013 – insieme alle prossime azioni del Distretto tecnologico per i Beni e le attività culturali del Lazio (Dtc).

Si tratta del secondo bando del Distretto che nella prima fase ha messo a disposizione 3 milioni di euro per selezionare 49 progetti provenienti da 247 luoghi della cultura.

Alcuni progetti

Tra questi, sfogliando il volume che li raccoglie tutti, ci sono Le porte della Tuscia, per aumentare il turismo nel viterbese attraverso tre varchi: Acquapendente, Bagnoregio e Sutri.

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La Sea, Sealing Experience Accessibility di Santa Marinella, che progetta un’esperienza immersiva (è il caso di dire) nel mare degli Estruschi, a partire dal Museo del mare delle Navigazione antica (anche attraverso un tavolo multimediale e un’interazione che accompagni il turista da prima che arrivi nella struttura a quando la lascia).

M-use it! vorrebbe procedere nell’ottica di un museo diffuso per i siti archeologici della provincia di Frosinone, mentre il Sabina Virtual Tour è un’applicazione di realtà aumentata per dispositivi mobili che promuove i luoghi di cultura di Guidonia Montecelio, Marcellina, Palombara Sabina e del Parco Regionale dei Monti Lucretili.

Sempre di realtà aumentata si nutre I 4 elementi, idea che unisce Anagnai, Guarcino, Roma e Valmontone e che propone un modello “replicabile”, cioè la promozione di siti legati, appunto, ai 4 elementi.

Prossime azioni

“L’innovazione tecnologia applicata ai beni culturali non può non essere un bene strategico per valorizzare l’immenso valore del patrimonio della Regione”, ha commentato Paolo Orneli, assessore allo Sviluppo economico, commercio e artigianato, ricerca, startup e innovazione, ricordando i numeri della regione: “259 tra musei e gallerie, 29 monumenti di cui 5 Unesco e i centri di ricerca come Cnr Enea, Infn e Ingv”. 

Ora il bando passerà alla fase esecutiva: i progetti dovranno essere sviluppati per essere ammessi alla seconda fase, finalizzata alla realizzazione effettiva e che vedrà la regione impiegare i restanti (rispetto ai 3 di cui sopra) 20 milioni di euro.

“L’Italia si è caratterizzata sulla tutela che ci hanno lasciato le generazioni precedenti, sia a livello legislativo che pratico – ha commentato Dario Franceschini, ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo – Abbiamo avuto il limite di immaginare però che il lavoro di tutela fosse così assorbente e vasto (cosa che è) da diventare esclusivo. E quindi abbiamo tralasciato le nuove generazioni, altrettanto creative”.  La nuova riforma portata a termine, se pur con ritardo, “guarda anche alla creatività contemporanea  che include, tra gli altri, moda design, fotografia. In aggiunta, sarà creata e una library con i dati provenienti dal nostro patrimonio. Per quanto nel mondo ci sia una grande caccia ai dati, neanche i giganti della tecnologia arriveranno mai a uno solo dei nostri archivi di Stato”.