«L’amministrazione comunale è ancora una volta artefice di una vicenda a dir poco grottesca.

Ripercorrendo in breve le tappe, il Comune ad inizio 2014 stipulava un preliminare di acquisto di un terreno che sarebbe servito come parcheggio del polo scolastico.

Mentre il Comune valutava il terreno 30mila euro l’Agenzia del Demanio – che deve rendere un parere in questi casi – prima lo valutava circa 3mila euro ed infine 7 mila euro.

L’Amministrazione, per dare seguito al contratto – decideva però di dar vita ad un vero e proprio pastrocchio con la delibera di Giunta del 26 ottobre scorso, pubblicata da pochi giorni.

Infatti la cifra originale, che giustamente i venditori reclamavano, non poteva essere versata come valore del bene dal Comune  in quanto l’agenzia del demanio si era espressa differentemente.

Ecco allora l’escamotage dell’amministrazione: veniva dato un dubbio valore a ciò che si trovava sopra il suolo, pari ad euro 15.500,00 (da dividersi tra il valore di 10 mila per il fabbricato preesistente e 4.800 per le piante che si trovavano sopra).

In più si individuavano ulteriori 7 mila euro quale indennizzo per l’occupazione del terreno in questi anni senza averlo di fatto comprato oltre ai 7 mila euro di valore del bene quantificato dall’agenzia del demanio; il tutto, insomma, per arrivare alla cifra originaria.

A questo punto gli interrogativi che questo atto genera sono molteplici!

Perché stipulare un atto preliminare nel 2014 in assenza di un richiesto parere all’agenzia del demanio che – come dice la delibera stessa – è un necessario parere di congruità?

Perché effettuare lavori pubblici su un terreno che non era ancora stato trasferito al Comune visto che era stato stipulato solo un contratto preliminare e non un definitivo?

Il preliminare prevedeva (come molto spesso accade) che il comune poteva già entrare nel possesso del terreno? Se sì, perché allora prevedere ulteriori 7 mila euro di indennità?

Perché la valutazione del soprassuolo viene scissa da quella terreno?

Infine, per quali motivi è assente il parere di regolarità contabile della delibera visto che – nonostante si parli di mere “direttive” – l’atto determina evidenti riflessi sulla situazione economico-finanziaria dell’ente e quindi l’assenza del parere in questione è causa di illegittimità dell’atto stesso?

Ovviamente tutte queste domande verranno poste al Sindaco nella sede istituzionale opportuna ma riteniamo indispensabile che risponda chiaramente di queste vicende davanti alla cittadinanza visto che si tratta di fondi della collettività bolsenese!»

 

Gruppo consiliare di opposizione Unione di Forze in Comune per Bolsena

 

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