Alfredo Boldorini

BASSANO ROMANO – “I consiglieri comunali possono usare la carta intestata dell’Ente in cui svolgono il proprio mandato elettorale ed hanno diritto anche alla password di accesso diretto al protocollo generale”.
E’ il Ministero dell’Interno ha chiarire il punto sollevato dal consigliere comunale Alfredo Boldorini che aveva da tempo posto l’accento su questa prerogativa mai usata al comune di Bassano Romano.

“Il parere riportato dal Ministero dell’Interno, su“InComune”, portale di raccolta di pareri e circolari del Viminale – argomenta soddisfatto del risultato Boldorini – mette fine finalmente a questo rimpallo di responsabilità e sopratutto di attesa. Inizialmente, – ricorda – quando avevo posto il quesito per le vie brevi, mi era stato detto che doveva decidere il sindaco, poi la prefettura. Poi era stato sollevato un’eccezione sulla privacy, non sapendo che noi siamo tenuti al segreto. Poi era sceso il silenzio. Ed invece, pensando che la mia teoria fosse giusta, ho approfondito il caso in esame. Ed alla fine – aggiunge – è come pensavo io.

Ovviamente non stiamo parlando dello sbarco sulla luna. Però avere accesso diretto con una propria password al protocollo generale dell’Ente da un lato snellisce i tempi di acquisizione della pratiche di accesso agli atti, dall’altro sgrava gli uffici dalle nostre richieste di accesso agli atti. Questa cosa va calata però in ogni contesto comunale: ogni Statuto può prevedere cose diverse, regolamenti attuativi specifici. A Bassano Romano, non essendoci un regolamento per la gestione del protocollo, si rimanda alle normative e/o circolari nazionali che non vietano l’accesso diretto ma anzi lo facilitano “proprio per evitare che le continue richieste di accesso si trasformino in un aggravio dell’ordinaria attività amministrativa dell’Ente”. Questo vale sia per il sistema tradizionale che per quello contabile.

Stesso discorso per il secondo aspetto: l’utilizzo dello stemma comunale.

“Anche per l’uso dello stemma comunale – prosegue Alfredo Boldorini – si fa riferimento allo Statuto comunale che, al’articolo 3, non vieta l’uso ai consiglieri comunali ed anzi rimanda ad un apposito regolamento. Cosa questa che non è mai avvenuta. Anche in questo caso il parere del Ministero dell’Interno appare chiarissimo: “Come più volte espresso in numerose risposte ad analoghi quesiti, si ribadisce che l’uso dello stemma sia da considerare compatibile da parte del consiglieri singolarmente o quali gruppi, ove si consideri che ciascuno costituisce parte istituzionale dell’ente locale del quale lo stemma rappresenta un elemento unitario di identificazione” (parere Ministero dell’Interno del 13.11.2011).

L’uso dello stemma, si pensi alla carta intestata, conferisce al consigliere comunale quel tocco di ufficialità prima inspiegabilmente precluso da logiche partitiche o di diverso schieramento in seno al consiglio comunale non comprendendo, invece, come lo stesso – come evidenziato dal Viminale – costituisca una parte istituzionale dell’ente locale. Quindi abbia, in altre parole, tutto il diritto di fregiarsi dello stemma unitario di identificazione”.

Alfredo Boldorini
Consigliere comunale di Bassano Romano