«E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine!
Invece di stendere il classico velo pietoso e cercare di far scendere nel dimenticatoi la grave vicenda che ha riguardato il rinnovo del cda della Talete SpA, di cui protagonisti si sono resi i sindaci di sinistra della Provincia di Viterbo, il loro massimo alfiere, il regista, a sua insaputa, di questa triste vicenda, intrisa solo di bramosia di poltrone, il nostro Presidente Nocchi se ne esce tentando, invano, di rigirare la classica “frittata”, ma non accorgendosi, solo lui, che è un mezzuccio che a nulla ormai più serve, dal momento che i fatti ed il loro svolgimento lo hanno capito perfino i bambini, come dimostrano addirittura ufficiali dichiarazioni rese, sul tema, da esponenti autorevoli del suo stesso partito.

Caro Presidente Nocchi, anziché creare le migliori condizioni di gestione unitaria e condivisa, lei si è assunto la responsabilità di trasformare, in una fangosa guerriglia, la gestione di un servizio pubblico tra i più importanti e delicati del nostro Territorio.
Caro Presidente Nocchi lei si è assunto la responsabilità di infilarsi impudentemente una casacca da giocatore, anziché quella di arbitro e garante, così calpestando il ruolo che dovrebbe essere proprio della carica che riveste e fregandosene delle responsabilità ad essa connaturate.
Caro Presidente Nocchi – si legge in una nota del gruppo consiliare in seno alla provincia di Viterbo “Centrodestra Unito e Civici” – lei ha dato la stura, con comportamenti afferenti a procedure a dir poco illegittime e senza precedenti nella storia di Talete SpA, ad iniziative di contrasto, in tutte le sedi opportune, che altro non produrranno se non l’effetto di acuire, ancor di più, la distanza che c’è tra la stessa società ed i suoi utenti.

Caro Presidente Nocchi la cosa più grave, tuttavia, della quale lei si è reso colpevole è aver scatenato tutto questo putiferio non essendo neanche più sostenuto da una maggioranza politica che legittima la carica di Presidente che ancora, purtroppo, visti i risultati, esercita.

Accetti questo consiglio, drizzi la schiena in un gesto estremo di dignità: rassegni le dimissioni e vedrà … molti cittadini della nostra Provincia le saranno grati e le riconosceranno almeno questo merito».

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