Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Sono ben 50 i punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Viterbo. Molti sono lì fermi e ristagnanti da ben due anni. Un elenco lungo e per certi versi tetro, che rispecchia al meglio quanto a Palazzo dei Priori, anziché lavorare assiduamente all’esame dei vari punti, si preferisca perlopiù trascorrere sterili pomeriggi all’insegna del nulla più completo.

 

Guerre intestine finalizzate all’elezione del presidente comunale, cambi di consiglieri nelle varie commissioni, rimpasti in giunta. Queste le principali attività messe in campo dai nostri amministratori, che hanno avuto come effetto immediato quello di tenere paralizzata una città intera.

 

E così si giunge ad oggi, all’ottavo giorno di luglio, senza che nel fatidico elenco dei punti all’ordini del giorno di cui sopra compaia l’argomento principe caratterizzante ogni amministrazione comunale: il bilancio.

 

Nelle prossime tre sedute in programma nella Sala d’Ercole (14, 16 e 23 luglio) di tutto si dovrebbe dunque parlare, fuorché di bilancio.

 

Un qualcosa di essenzialmente strano se si considera il momento generale di crisi, che chiama a sé risposte immediate. Un qualcosa di incredibilmente prevedibile se si considera l’andamento di un’amministrazione in crisi d’identità, affannata nella programmazione di azioni future e non in grado di portare avanti una regolare gestione della città.

 

Qualcuno, dagli scranni della giunta, ha avuto modo di rimarcare come anche il sequestro dei computer degli uffici da parte degli inquirenti (nell’ambito dell’operazione Vento di Maestrale) abbia contribuito a ritardare la redazione del documento.

 

Sarà. Fatto sta che al momento non si conosce non solo la data in cui il bilancio arriverà in Consiglio, ma nemmeno il giorno in cui lo stesso verrà ultimato, presentato e approvato in giunta.

 

Riuscirà la giunta nell’impresa di riabilitare la propria immagine e di riuscire a presentare il documento in tempi brevi? O magari si dovrà attendere la conclusione dell’estate? Attendiamo fiduciosi.

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