Mentre, giustamente, suscita un grande interesse (oltre 200mila firme) la petizione “Un voto per il clima”, nata da un appello di scienziati e climatologi che hanno chiesto ai partiti di considerare l’emergenza che stiamo vivendo un problema prioritario, nulla o poco si sente e si legge a proposito di agricoltura forse il settore più esposto alle crisi di mercato, climatiche e sanitarie.

Il tempo è scaduto– sottolinea Argeo Perfili presidente Cia Agricoltori Italiani del Lazio – le imprese agricole sono allo stremo, strette tra i rincari record di materie prime ed energia (dal +170% dei fertilizzanti al +130% del gasolio), gli effetti della lunga siccità che ha tagliato le produzioni per oltre 3 miliardi e l’inflazione galoppante. In queste condizioni, abbiamo assolutamente bisogno di stabilità e di un governo che attui urgentemente nuove misure di sostegno al comparto.

Possibile che nessuno ritenga un problema altrettanto prioritario quello di mettere l’agricoltura al centro di un piano nazionale di pochi e chiari interventi, strutturali e legislativi, che consentano finalmente ai nostri agricoltori di uscire dall’emergenza continua che attanaglia le loro imprese? Non un libro dei sogni, bensì cose da fare presto e che servano davvero.

Cia Lazio insiste sulle fasce di popolazione in difficoltà proponendo pensione di equità e salario minimo e sul proprio cavallo di battaglia dello sviluppo delle zone rurali e aree interne, che coprono, solo queste ultime, complessivamente il 60% dell’intera superficie nazionale e sono legate a doppio filo con l’agricoltura italiana. Una valorizzazione che passa per la transizione digitale e la meccanizzazione agricola; incentivi a reti e distretti a vocazione territoriale; potenziamento del turismo rurale; sostegno a forme di agricoltura sociale; crescita di filiere agro-energetiche locali. Allo stesso tempo, serve anche una riorganizzazione dei servizi alla persona, con più infrastrutture stradali, sanitarie e scolastiche, evitando il progressivo spopolamento e abbandono di aree fondamentali per il Paese e per il nostro territorio laziale.

La campagna elettorale, conclude Perfili, non fermi gli interventi necessari da subito per contrastare il devastante caro bollette che sta falcidiando le imprese agricole già duramente colpite da mesi di rincari, siccità e cambiamenti climatici. In queste settimane prima del voto CIA Lazio, anche attraverso le sue sedi provinciali, sarà impegnata ad incontrare i candidati laziali di tutti gli schieramenti per un confronto sulle priorità emergenziali e per un rilancio dell’agricoltura.

Di seguito il decalogo predisposto dalla nostra organizzazione per le forze politiche in campo.

EMERGENZA ENERGETICA:

  1. Credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, incluso riscaldamento delle colture in serra, per il 2022-2023. Incentivi fiscali per sostenere l’acquisto di altri fattori produttivi (mangimi, fertilizzanti, sementi e piantine);
  2. Autorizzare in sede Ue le imprese agricole a immettere in rete energia elettrica prodotta con il fotovoltaico oltre i propri livelli annui di autoconsumo.

EMERGENZA IDRICA:

  1. Esonero dei contributi previdenziali e credito agevolato per imprese agricole dei territori in stato di emergenza per la siccità;
  2. Ristrutturazione immediata della rete di canali e della rete idro-potabile. Progetto infrastrutturale di piccoli invasi/laghetti attuabile con tempistiche certe e procedure semplificate.

EMERGENZA CINGHIALI:

  1. Commissario straordinario per la gestione della fauna selvatica presso Palazzo Chigi con pieni poteri e coordinamento di una cabina di regia con le Regioni per riformare la legge 157/1992;
  2. Superamento del regime de minimis nell’ambito del sistema di indennizzi alle imprese agricole.

EMERGENZA MANODOPERA:

  1. Semplificazione e maggiore flessibilità degli strumenti per il reperimento della manodopera agricola, anche attraverso l’innovazione digitale.

CONSUMO E SALVAGUARDIA SUOLO:

8. È da anni che Cia chiede una legge contro il consumo di suolo, una sfida importante che vede protagonisti gli agricoltori così come tutti i cittadini. Negli ultimi sette anni fino al 2019, sottolinea il rapporto Ispra, la perdita dovuta al consumo di suolo in termini di produzione agricola complessiva, ha raggiunto i 3,7 milioni di quintali per un danno economico pari a quasi 7 miliardi di euro. Nel dettaglio sono stati “cancellati” 2 milioni e mezzo di quintali di prodotti da seminativi, seguiti dalle foraggere (-710.000 quintali), dai frutteti (-266.000), dai vigneti (-200.000) e dagli oliveti (-90.000). Senza contare -ribadisce il Presidente di Cia Lazio- che la mancata manutenzione del territorio, il degrado, l’incuria, la cementificazione selvaggia e abusiva, l’abbandono delle zone collinari e montane dove è venuto meno il fondamentale presidio dell’agricoltore, contribuiscono a quei fenomeni di dissesto idrogeologico che hanno reso ancora più fragile l’Italia e in quelle zone maggiormente vulnerabili e neanche ora al riparo dall’avanzare della copertura artificiale.

ORIZZONTE EUROPA:

  1. Tutelare le eccellenze agricole italiane ed europee di fronte a ingiustificati rischi per la salute umana(evitando etichettature nutrizionali tanto semplici quanto inique come attuale algoritmo del nutriscore) e al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità;
  2. Promuovere una politica commerciale Ue che valorizzi l’agricoltura e garantisca il rispetto della reciprocità delle regole. Impegno sui dossier strategici, dalla revisione del sistema Dop-Igp alla visione di lungo termine per le aree rurali; dalla Strategia Farm to Fork a quella della Biodiversità.
Articolo precedenteTuscia Film Fest e MuVi. Io e Pasolini: apertura con Stefano Fresi
Articolo successivoCastiglione in Teverina: all’Accademia di Alta Formazione di Sala “Intrecci” le Borse di Studio della Maison di Champagne Comte de Montaigne