Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Il consiglio comunale torna a discutere sul progetto relativo al completamento del cimitero di Grotte Santo Stefano.

A fare il punto della situazione è l’assessore Alvaro Ricci, che in apertura riassume i punti salienti della complessa vicenda.

 

“Davanti a un’emergenza conclamata – ricorda l’assessore Alvaro Ricci – la ditta Silve (che attualmente gestisce i cimiteri di Viterbo e delle frazioni,), presentò all’allora sindaco Marini una proposta di project financing di circa 700mila euro relativa all’ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano, in cambio però di una concessione del servizio di gestione per 20 anni. Nel 2014, con la giunta Michelini già insediata, venne però riscontrato un aumento dell’attività di cremazione. Prendendo atto di questa mutazione il Comune notificò alla Silve la sussistenza di condizioni atte a legittimare la decadenza dell’interesse pubblico. A quel punto la ditta fece ricorso al Tar. In merito a ciò, i nostri avvocati ci hanno in ogni caso confermato che sussistono tutte le condizioni per revocare il project. Probabilmente alla Silve potrebbero essere riconosciute 25mila euro di spese di progettazione. Ulteriori oneri, tuttavia, per il Comune non dovrebbero esserci”.

 

L’analisi di Ricci viene però contestata dal consigliere di FondAzione Giovanni Maria Santucci: “Forse l’assessore ha dimenticato di esporre alcuni particolari. Contestualmente alla proroga del bando, sancita dall’attuale amministrazione, un cittadino contestò aspramente le procedure e le motivazioni che portarono alla scelta del project, non essendoci a suo avviso ragioni di pubblica utilità. Tale cittadino venne poi denunciato dall’amministrazione comunale. Tre giorni dopo, però, la giunta revocò il bando. A seguito di una serie di procedure ritenute non consone la delibera inerente alla revoca iniziò nuovamente il proprio percorso, fino a giungere alla discussione odierna. Ciò su cui però si dovrebbe porre la dovuta attenzione è che la delibera di revoca che ci chiedete di votare oggi diverrà parte integrante di una causa amministrativa, in quanto il Tar ha sottolineato come tale atto sia ad esso necessario per esprimersi in merito alla vicenda. A mio avviso, se si fosse cercato di trovare una transazione con l’azienda Silve la questione si sarebbe risolta subito. Oggi, invece, il Consiglio comunale viene messo nella condizione di entrare a far parte di una sentenza amministrativa. Permettetemi di essere perplesso”.

 

Di diverso avviso il consigliere di Sel Paolo Moricoli il quale, dopo aver ricordato come il proprio partito si sia sempre opposto al suddetto project, ha rimarcato come la scelta della revoca sia legittima e condivisibile.

 

Ma il consigliere Elpidio Micci non ci sta e controbatte: “Mentre in consiglio si perdeva tempo, nonostante le sollecitazioni dell’opposizione, i cittadini di Grotte non sapevano dove tumulare i loro cari. Tutto ciò è vergognoso. Dopo due anni ancora non si ha una situazione chiara e precisa e questo la dice lunga sull’attenzione di questa amministrativa in merito a tale questione. Oggi ci chiedete di revocare il project ma, sinceramente, visti i risvolti che hanno avuto altre vicende in sede giudiziaria, non mi sento di esprimermi in tal senso”.

 

Dopo un piccato botta e risposta tra i consiglieri Volpi e Marini, l’assessore Ricci torna a ribadire la legittimità della delibera di revoca, essendo venuti a mancare i motivi di pubblico interesse relativi al project financing.

 

Si arriva così al momento della votazione, che vede il provvedimento passare con il sì compatto della maggioranza e l’uscita dall’aula della minoranza ad eccezione del consigliere Micci che, in base all’articolo 47comma 4, resta al suo posto senza però partecipare al voto. Il project financing viene dunque rigettato. Le problematiche inerenti al cimitero di Grotte restano in ogni caso ben presenti. Quanto tempo impiegherà ora questa amministrazione per risolvere?

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