BAGNOREGIO – “Ci stiamo preparando a sentire quali nuove proposte saranno fatte per Civita dagli illustri firmatari di una petizione per la sua salvezza. Tra i nomi importantissimi quello dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Chissà se ricorda di essere venuto in visita ufficiale a Bagnoregio nel 2007?

 

In quell’occasione meravigliosa per la nostra cittadina, fu rivolto al Presidente un appello vibrante e sentito affinché sposasse la causa di una legge speciale per Civita e gli fu mostrato il progetto di recupero in corso sul lato settentrionale della rupe attraverso i “pozzi armati”, un sistema complesso, ma efficace, per bloccare i pericolosi movimenti franosi che interessano il colle. L’appello rimase sospeso e nel giro di pochi anni quell’intervento, il cui modello progettuale è stato esportato in altri siti con analoghe problematiche, fu abbandonato.

 

Oggi la situazione del fronte nord di Civita e di Mercatello è drammatica: una gigantesca frana è caduta sul fosso Rio Chiaro, che senza argini e senza più canalizzazione fognaria è fuori controllo ed erode con pericolosa rapidità le pendici del colle di Civita togliendo al manto di terra che copre l’argilla la base d’appoggio, cosa che provoca i movimenti franosi ormai ben visibili sul fianco della rupe.

 

Due anni fa fu lanciato un allarme angosciante: “Civita rischia di sprofondare” (http://www.meteoweb.eu/2013/04/frane-continue-civita-di-bagnoregio-la-citta-che-muore-sta-morendo-davvero-e-rischia-di-sprofondare/195482/) e per questo era necessario reperire fondi attraverso l’introduzione di un ticket di ingresso alla cittadina.

 

Il ticket fu istituito e gli allarmi cessarono. Ma gli interventi? Niente, nessun intervento. I lavori visibili nell’area del ponte non sono stati effettuati con i fondi reperiti con il ticket e là dove i geologi denunciavano il grave dissesto, non è stato fatto nulla, tant’è vero che i pericolosi fenomeni che preannunciavano due anni fa, oggi si sono manifestati in tutta la loro violenza.

 

Mentre un’intensa campagna pubblicitaria incrementava fortemente il flusso turistico a Civita, il fosso e le piogge lavoravano indisturbati portando a ciò che oggi non può più essere nascosto: una brutta frana ha messo in serio pericolo la contrada di Mercatello in prossimità dell’accesso al ponte e sul fianco nord sono in corso movimenti franosi che non accennano a diminuire.

 

Per tutto quello che è già accaduto, quindi, qualunque iniziativa si metta in campo oggi è troppo tardi. Due anni di immobilismo sono stati una iattura. Allora è necessario fare una riflessione che ci renda più attenti e critici, mentre siamo ipnotizzati dall’elevato numero di turisti che nei week end intasano allegramente la nostra cittadina che, è evidente, non è attrezzata con parcheggi, bagni, punti informativi ecc. ecc. come tutte le località turistiche con analoghi numeri di frequentazione.

 

Un po’ di dati, innanzi tutto. Dagli anni ’60 ad oggi, amministratori e personaggi illustri della nostra cittadina hanno perorato concretamente la causa di Civita, attirando, senza alcun ticket, una quantità incredibile di fondi: il primo progetto generale per il recupero di Civita fu redatto tra il ’75 e l’80; tra l’80 e l’85 furono spesi 500 milioni di lire per le pendici e Civita e per la regimazione del fosso; tra il 1985 e il 1990 furono finanziati lavori per 4 miliardi di lire, finanziamento al quale si devono molti dei lavori fondamentali, tra cui il restauro di Palazzo Alemanni; negli stessi anni fu portato il metano a Civita e fu creata l’Associazione Civita, grazie alla quale si accrebbe enormemente la visibilità della nostra cittadina in Italia e nel mondo; dal ’90 al 2000 furono attuati e finanziati sempre per cifre miliardarie altri lavori importanti di consolidamento, come quello dei primi “pozzi armati”; nel primo decennio del 2000 altri milioni di euro sono stati investiti su Civita e non solo per la rupe, ma, ad esempio, per il restauro del Crocifisso ligneo tanto venerato e per la sistemazione del Museo geologico e delle Frane, la cui idea risale alla fine degli anni ’80.

 

Nell’era dell’immagine, tutto questo sembra a molti nulla rispetto al grande battage pubblicitario degli ultimi tempi, ma l’immagine che oggi vediamo se ci affacciamo da Lubriano a guardare cosa sta accadendo, cosa ci dice? Tanta pubblicità uguale tanti turisti, tanti turisti uguale tanto ticket, ma tanto ticket uguale opere concrete di recupero di Civita? Certo tanti turisti uguale tante possibilità di farli spendere, almeno per un giorno, nella nostra cittadina, ma tutto questo lo dobbiamo a Civita e se lei sta male, il motore di questa utile macchina si ferma e in parte è già accaduto. Speriamo nella petizione che oggi sarà presentata, ma stiamo ad occhi aperti perché non siano solo parole come due anni fa, non credo che Civita possa sopportarlo”.

 

Maria Consiglia Pompei

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email