REGIONE – Nell’ambito della iniziativa “Le radici del futuro – Canapa sativa e sviluppo sostenibile” organizzata a Campagnano di Roma dall’Associazione Campagnano R@P in collaborazione e con il contributo dell’Università agraria di Campagnano e di Arsial, l’On. Alessandra Terrosi, deputata della XIII Commissione agricoltura e relatrice della proposta di legge “Norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e delle filiera della canapa” ha illustrato i contenuti della proposta di legge parlamentare, delineandone i passi principali. La settimana precedente un intervento simile si era svolto nell’ambito della iniziativa organizzata a Tolfa dalla Università Agraria, dal titolo ‘Seminare la Canapa per coltivare un futuro migliore. La Canapa: una risorsa per la Regione Lazio’.

 

“Prosegue l’iter di definizione della proposta di legge. Il testo attualmente arrivato alla fase emendativa è frutto di tre testi di legge inizialmente presentati. Il mio lavoro di relatrice ha perseguito l’obiettivo di tenere in considerazione quanto emerso durante il lungo ciclo di audizioni: la necessità di un quadro legislativo certo che tolga questa coltura dall’oblio a cui è stata relegata e metta l’agricoltore nelle condizioni di coltivarla normalmente. Ne è scaturito un testo semplice e chiaro nelle indicazioni, che semplifica l’iter per l’agricoltore e affronta diversi temi tra cui le forme di divulgazione, formazione e ricerca per la ricostituzione del patrimonio varietale, nonché la necessità della ricerca per la meccanizzazione agricola. Vengono prese in considerazione tutte le filiere, da quella alimentare a quella tessile, a quella per la produzione di materiali per la bioedilizia. Proprio la scorsa settimana, abbiamo riportato la legge in Commissione agricoltura, certi di proseguire velocemente nel lavoro di definizione” – commenta l’On. Terrosi.

 

“La canapa sposa perfettamente il concetto di sviluppo sostenibile, che è il tema di oggi, sia per il ruolo che la coltura può avere nell’ambito delle rotazioni colturali, sia per ciò che culturalmente rappresenta: è una pianta utilizzabile in tutte le sue parti, non energivora, e l’utilizzo che vede impiegati i prodotti da essa derivati è duraturo nel tempo, lontano dalla logica dell’usa e getta. Di grande rilevanza è l’impiego che se ne può fare nei nostri territori, sviluppando filiere locali che possono far ripartire le economie all’insegna della sostenibilità”.

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