2030 Vetralla chiede all’Amministrazione comunale di «schierarsi pubblicamente e fattivamente, nel CdA di Talete, contro la privatizzazione dell’acqua pubblica. Quella per la difesa dell’acqua come bene comune è una battaglia che stiamo portando avanti per i nostri concittadini e per tutta la Tuscia, facendo rete con altri movimenti. È giunto il momento che anche l’Amministrazione di Vetralla si schieri dalla parte della gestione pubblica dell’acqua, una ricchezza di tutti che non può essere oggetto di svendite, fonte di guadagno, miniera di dividendi. Da anni viene prospettato l’ingresso dei privati come unica possibilità di salvezza dei conti di Talete, omettendo come il privato metta sempre il profitto davanti alla qualità del servizio erogato.

La vendita di una parte Talete a privati – osserva il Comitato per 2030 Vetralla – si palesa in un momento in cui emergono inchieste che mettono in luce le ingiustizie della gestione dell’acqua nel nostro territorio, anche grazie all’instancabile e costante lavoro dei comitati per la difesa dell’acqua quale bene comune.

Per queste ragioni:

– Ribadiamo la ferma contrarietà di 2030 Vetralla all’ingresso di soci privati in Talete, chiedendo al contempo una presa di posizione in materia da parte dell’Amministrazione comunale;

– Supportiamo la richiesta di piena attuazione della Legge Regionale n. 5 del 2014 avanzata dai comitati per l’acqua pubblica;

– Proponiamo che si avvii l’iter per la trasformazione di Talete da Società per Azioni (quindi soggetto di diritto privato) in Azienda Speciale, per riallineare la gestione dell’acqua alla volontà popolare espressa tramite il Referendum del 2011;

– Sosteniamo con forza l’utilizzo dei fondi europei che arriveranno a seguito della presentazione del PNRR per il risanamento della rete idrica e della società, già proposto dalla Regione tramite gli assessori competenti».