Tutti pronti a osannare il prezioso lavoro di medici e personale sanitario, in prima linea contro l’emergenza sanitaria #coronavirus, anche a costo della proprio salute o addirittura della propria vita. Veri e propri “angeli in corsia”, come spesso ho sentito dire. Giustamente. Diverso è però garantire e mettere in campo tutte quelle azioni concrete, coerenti con i proclami e le dichiarazioni pubbliche, necessarie a tutelare la loro incolumità.

Una di queste è il questionario ‘anti-contagio’, pubblicato sul sito della #RegioneLazio, ispirato a quello predisposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (#OMS) per valutare il rischio per gli operatori sanitari che hanno avuto contatti con pazienti positivi al #COVID19 e che fornisce raccomandazioni per la loro gestione.
Come indicato sul sito della Regione, le ASL devono invitare tutti gli operatori sanitari, inclusi i Medici di Medicina Generale (MMG), Pediatri di Libera Scelta (PLS) e Medici di Continuità Assistenziale (MCA), a compilare il questionario per monitorare il rischio di contagio a cui sono esposti nello svolgimento delle loro attività e, in base ai risultati emersi dall’indagine, mettere in campo tutta una serie di azioni di approfondimento. Ovvero:

📌 istituire il registro di tutti i contatti a rischio

📌 disporre i test per quei soggetti che risulteranno classificati ad alto rischio

📌 organizzare sedute dedicate per effettuare i tamponi su medici e pediatri di base e medici di continuità assistenziale

📌 definire e comunicare ai contatti a rischio, con primo test negativo, le modalità di segnalazione dell’eventuale comparsa di febbre e/o sintomi. La segnalazione deve essere possibile 7 giorni su 7 e 24 ore su 24

Tutte indicazioni che, se messe in campo a tappeto, permettono davvero di tutelare la salute del nostro personale sanitario. Ecco perché ho insieme con il mio collega Loreto Marcelli Consiglio Regione Lazio, vicepresidente in Commissione Sanità, ho presentato un’interrogazione al presidente Nicola Zingaretti e all’Assessorato regionale alla Sanità, per sapere se il questionario è stato effettivamente sottoposto ai medici della nostra Regione e se e come sono state finora applicate tutte le misure ‘salva medici’ contro il coronavirus.