VITERBO – “Ieri passando nella sala del Consiglio del Comune per accingermi a partecipare alla riunione dei capigruppo in sostituzione del collega Moltoni, ho avuto la netta e precisa impressione che la conferenza stampa del Sindaco ed una parte della Giunta “coesa” fosse una conferenza di fine mandato, ho visto visi tristi, cupi e preoccupati, e non erano sicuramente quelli dei giornalisti presenti.

 

Invece ho scoperto che questa mesta riunione era finalizzata a magnificare 2 anni e mezzo di riscaldamento amministrativo per far partire l’attività amministrativa del governo Michelini e per menzionare gli investimenti più volte indicati e periodicamente utilizzati come spot su quello che si dovrà fare e quello che dovrà avvenire.

 

Nulla di nuovo sotto il sole, tutte cose dette e ridette e che la città aspetta da alcuni anni , repetita juvant ?

 

Nota positiva è che i milioni di euro promessi aumentano e che gli scenari diventano meravigliosi ed affascinanti, tutto diventa una favola e Viterbo diventerà il Comune dei Balocchi, dei Lustrini e dei Profumi.

 

La lista della spesa e delle promesse reiterate si arricchisce per cui la città può stare tranquilla, perché qualcuno ha detto che nessuno può fermare questo treno in corsa.

 

Prima precisazione doverosa è che questo non un treno bensì un trenino, che potrebbe corrispondere più o meno al trenino della Roma Nord, ben noto ai viterbesi.

 

Nessuno può fermare questo trenino, per il semplice fatto che il trenino di Michelini è fermo da mesi.

 

E’ fermo per arroganza, presunzione, incapacità, superficialità ed inerzia amministrativa, e non è che una disperata conferenza stampa di fine mandato può far riprendere un viaggio iniziato malissimo e che ha accumulato mesi e mesi di ritardo .

 

Nota stonatissima ma significativa, che ho appreso grazie alla stampa, è che su questo piccolo mezzo di locomozione mancavano tre assessori, neanche invitati e menzionati, solito stile e rispetto istituzionale che ha caratterizzato il sistema di governo Michelini.

 

E’ ammirevole l’enfasi di alcuni assessori nel descrivere la natura dei ritardi amministrativi sinora accumulati, il loro prodigarsi nello spiegare quali saranno le future stazioni e magari i tempi di recupero ma nella loro falsa sicurezza amministrativa si sono dimenticati di un piccolo ma fondamentale particolare tecnico e strutturale : il loro trenino sta viaggiando su di un binario morto che porta al deposito ed alla demolizione.

 

Quel deposito che è l’ultima ed unica stazione a cui può arrivare questo trenino, si chiama : fine corsa amministrativa ed elezioni anticipate.

 

Qualcuno ha voluto giocare al “piccolo ferroviere”, al “piccolo capotreno”, al “piccolo macchinista” ed al “piccolo capostazione” … però ora il gioco sta per finire od è già finito.

 

Aveva ragione il collega Ciorba quando, nel momento della sua elezione a Presidente rivolto alla minoranza, simpaticamente affermò: è finita la ricreazione !!! …. L’unico errore è che aveva sbagliato soggetti”.

 

Sergio Insogna (foto)
Consigliere gruppo GAL

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