VITERBO – “L’appuntamento di San Benedetto del 30 giugno, sarà una tappa importante del percorso avviato a Cagliari nel 2015, dove abbiamo incominciato a ragionare sul tema ‘Controesodo’, cioè arrestare spopolamento ed invecchiamento con politiche d’investimento, visto che in base alle statistiche lo spopolamento nei Comuni sotto i 5 mila abitanti sta accelerando sempre più.

Mi auguro che dall’Assemblea venga fuori una piattaforma per la nostra interlocuzione con questo e soprattutto con il futuro governo”. Parla così Francesco Chiucchiurlotto, coordinatore della Consulta Borghi e paesi di Anci Lazio, a pochi giorni dalla XVII Assise dei Piccoli Comuni prevista dal 30 giugno al 1 luglio a San Benedetto del Tronto.

“In questi giorni – spiega – abbiamo presentato in Campidoglio un dossier da cui emerge che in un anno nei 251 piccoli Comuni laziali c’è stato un fortissimo calo della popolazione, come se fossero venuti meno 20 Comuni da mille abitanti, con la loro storia, identità, eccellenze, tradizioni”. Per questo sarebbe bene che i “nostri governanti capissero che la peculiarietà dell’Italia è nei piccoli centri, è lì che veramente facciamo la differenza in un mondo globalizzato. Invece – sottolinea Chiucchiurlotto – tutto il quadro di riferimento che dal dopoguerra ad oggi ha reso importante Italia si sta sfarinando, e si finanziano le periferie congestionate, che sono l’effetto e non la causa dell’esodo”.

Il rappresentante dei Piccoli Comuni laziali pone l’accento sul tema della classificazione dei Comuni. “Sono d’accordo con il coordinatore Castelli, non possiamo ragionare più in termini di popolazione. Va considerato che il 54% della superficie nazionale è governato, manutenuto, protetto e difeso dai piccoli Comuni, e questo elemento deve far aumentare il nostro peso specifico, anche quando si vota in modo ponderato”.

Infine, una considerazione sulle aree colpite dal sisma dell’anno scorso. “Andiamo lì a portare solidarietà ma vogliamo una inversione di tendenza: c’è in gioco l’onore del Presidente della Repubblica e del Consiglio dei Ministri, che hanno solennemente promesso – Tutto sarà come prima! -. Invece – conclude Chiucchiurlotto – non si è quasi mossa una pietra”.