VITERBO – “I Distretti socio sanitari avrebbero dovuto convocare e confrontarsi con le organizzazioni sindacali.

CGIL, CISL, UIL chiedono il rispetto del protocollo siglato con la Regione Lazio e il coinvolgimento nella definizione dei Piani di Zona, propedeutici alla costruzione del Piano Sociale Regionale (PSR).

La delibera della Giunta regionale del 09 agosto 2017, n 537, in materia di gestione associata dei servizi sociali, dispone, tra le altre cose, di procedere a una mappatura degli atti fondativi attualmente vigenti in ciascun distretto socio-sanitario. Tale mappatura si concretizza in via preliminare, recita la delibera, in un adempimento al quale attenersi relativamente alla trasmissione dei provvedimenti di approvazione contestuale alla programmazione del Piano Sociale di Zona 2017, la cui presentazione doveva essere effettuata entro il 31 ottobre 2017.

Ci rammarica e non siamo rassegnati all’ idea che gli accordi ed i protocolli di condivisione sottoscritti con interlocutori autorevoli, pubblici e privati, possano essere inspiegabilmente disattesi. Nello specifico è stato siglato con l’Assessorato alle politiche sociali della Regione Lazio un “Protocollo di Condivisione” del (PSR) Piano Sociale Regionale che prevede alcuni obbiettivi tra i quali la piena esigibilità dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEPS), un nuovo sistema d’intervento fondato sull’integrazione socio-sanitaria dei diversi attori, la partecipazione dei diversi portatori d’ interessi con specifici punti qualificanti che interessano la lotta alla povertà, l’uguaglianza sociale, la qualità dei servizi ed altro ancora. L’intesa con la Regione Lazio prevede che si procedesse per la formulazione dei relativi Piani di Zona, alla definizione di protocolli d’intesa con le OO.SS. territoriali.

La richiesta di confronto è stata fatta con ampio anticipo ai comuni capofila dei distretti socio-sanitari; non hanno risposto alla richiesta di incontro alcuni comuni tra i quali Tarquinia e di Nepi.

CGIL, CISL, UIL registrano una scarsa attenzione verso il ruolo sociale che il sindacato rappresenta e del contributo che esso può apportare nel migliorare gli interventi sulle povertà, sulle sofferenze di disabilità umane di vario genere, sui servizi offerti nel territorio.

Negli unici confronti svolti con i Distretti interessati sono emersi almeno due aspetti poco rassicuranti e da attenzionare, sui quali la Regione dovrà essere, per il prossimo futuro, maggiormente coerente su quanto da lei deliberato:

• E’ stato previsto un Piano Triennale di politica socio-sanitaria per permettere ai Distretti di programmare prima e meglio, invece si sta’ programmando sugli interventi da effettuare per il 2017 praticamente a fine anno, nonostante indicazioni di massima ad essere conseguenti al 2016 riguardo le risorse e le misure d’intervento;

• l’altro aspetto, ed ancora il nostro disappunto, sul ritardo a dare indicazioni tempestive, certe e ufficiali riguardo alcuni capitoli di spesa e relative disponibilità delle risorse in essere.

CGIL, CISL, UIL a fronte di quanto previsto nel protocollo, chiederanno un incontro alla Regione per avere risposte e chiarire alcuni punti importanti, ancora disattesi”.

P/la CGIL  
A. Manzini

P/la CISL
F. Mannino

P/la UIL
G. Turchetti

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