VITERBO – “L’ingresso dei consiglieri della lista di Per il Lazio nel Partito Democratico, a partire dal suo capogruppo Riccardo Valentini, rafforza il Pd e rafforza Zingaretti. Si allargano i confini ad esperienze e personalità con percorsi e tradizioni, anche politiche, differenti dalle nostre. Oggi più che mai siamo l’unica esperienza che può fare la differenza in termini di programmazione e sviluppo per il Lazio”. A dichiararlo è Andrea Egidi, Segretario provinciale del Partito Democratico di Viterbo, in merito all’ingresso nel gruppo del Pd al Consiglio regionale di 9 consiglieri di Per il Lazio.

 

“Parliamo di un valore aggiunto che va a consolidare la sinergia tra istituzioni e società – prosegue Egidi – Una vera ‘contaminazione’ tra chi viene da una storia importante come quella della politica organizzata nel PD, fatta di radicamento politico e territoriale, di sezioni e iscritti, e chi invece ha fatto politica fuori dai partiti portando al loro interno le istanze e le esperienze di settori vitali della società. Del resto l’idea di Zingaretti fu chiara da subito: nominare un gruppo di consiglieri esterni al PD, con una forte connotazione civica. A me spetta il compito di rendere agevole il lavoro di Valentini nel PD della Tuscia, consapevole che lui entra ‘in corsa’, ad attività avviata da questo gruppo dirigente insieme al consigliere eletto nel territorio, Enrico Panunzi. Ma sono convinto che sarà un bel lavoro e lo farò con entusiasmo”.

 

“Una scelta che rafforza la presenza della Tuscia in Consiglio regionale – spiega Riccardo Valentini, Vice capogruppo del Pd al Consiglio regionale del Lazio – Una scelta sempre al servizio dei cittadini e del territorio. Entro in un partito con l’obiettivo di puntare su riforme e innovazione, dalla parte dei cittadini e delle famiglie, e di interpretare al meglio il nostro territorio, in modo chiaro e trasparente. Chiarezza nelle scelte e trasparenza che hanno caratterizzato il Partito Democratico, oggi guidato da Matteo Renzi, nella scelta del nome di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. Non nego che proprio nel giorno della sua elezione il nostro ingresso ha il valore simbolico di entrare in un partito che ha dato una splendida prova di responsabilità istituzionale e che ha guardato più al bene della Nazione e dei cittadini che alle logiche di spartizione politica. Un partito – evidenzia Riccardo Valentini – come ho potuto constatare che è fatto di tante persone che giorno dopo giorno lavorano per costruire un Paese migliore è che ancora credono e sperano in una società migliore, fatta di inclusione sociale, innovazione, solidarietà e partecipazione. In questo senso il modello di Nicola Zingaretti che, assieme a tutte le forze di centrosinistra, sta rispondendo in modo coeso ai bisogni reali della regione in continuo dialogo con le forze sociali, rappresenta per me un punto di riferimento. Da qui la convinzione che il ruolo del partito non è finito, semmai il vecchio modello autoreferenziale ha esaurito la sua funzione, mentre la voglia di partecipazione, la passione dei cittadini per i temi della società e del proprio futuro è ancora viva, consolidando l’impressione – conclude Riccardo Valentini – che si possa e si debba contribuire in modo attivo a ricostruire quel rapporto tra cittadini e politica partendo dall’innovazione di approcci e metodi. Una sfida e un percorso che intraprendiamo con la certezza che il modello di cui ci sentiamo parte integrante, ovvero il Pd di Renzi e Zingaretti, sia la giusta direzione di azione”.

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