«Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Sviluppo Economico, sugli incentivi alle energie rinnovabili in capo al GSE e, nello specifico, sulle procedure di erogazione che hanno subito una modifica normativa datata 2019.

In Italia ci sono decine di migliaia di impianti che vivono in un grande e pericoloso limbo, quello in cui da un lato producono energia, ma dall’altro non ricevono più i finanziamenti validati ad origine dal GSE per motivazioni inerenti ad alcuni vizi sulle certificazioni dei moduli impiantistici previsti dalle norme.

La legge del 2 novembre 2019, ha decurtato il contribuito per questa fattispecie di impianti viziati, ma ha comunque, giustamente, tenuto in vita la contribuzione. Ma ad oggi, questi impianti, sono a totale carico degli operatori che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno contratto un mutuo per far fronte alla spesa di acquisto ed installazione, e che oggi non stanno ricevendo il contributo previsto dalla legge.

Gli operatori, moltissimi, sono alle strette: l’operazione di efficientamento energetico e lo switch verso le rinnovabili risulta non essere più sostenibile economicamente. Il rischio di default per molte imprese è seriamente dietro l’angolo.

Pertanto ho chiesto al Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli di far chiarezza su alcuni aspetti importanti e che risultano ancora latenti: le procedure per la presentazione delle istanze di revisione tariffaria ai sensi della nuova normativa 2019; e le procedure per coloro che hanno presentato richiesta di revisione tariffaria prima della legge 2019, perchè anche su questo c’è molta confusione essendo, il sito internet del GSE, non aggiornato sulle modalità di istruzione delle pratiche».

Così in una nota il Senatore Francesco Battistoni responsabile nazionale agricoltura di Forza Italia