FIALS scrive all’Assessore alla Sanità ed Integrazione Socio Sanitaria della Regione Lazio, Dr Alessio D’amato, e p.c  Ai Consiglieri Regionali del Lazio, una lettera aperta nella quale conferma che «ha già provveduto a formalizzare al tavolo delle trattative con la Regione Lazio (art.6 del CCNL della sanità) una proposta complessiva su una molteplicità di aspetti di carattere economico, organizzativo e di valorizzazione del ruolo svolto dai dipendenti delle ASL, per migliorare i servizi resi ai cittadini nell’attuale difficile situazione pandemica.

In tale contesto è utile, richiamare l’attenzione della S.V. su alcune richieste che questa FIALS ritiene particolarmente importanti per i lavoratori, che necessitano di risposte urgenti a breve termine.

Si tratta di garantire il futuro lavorativo di migliaia di dipendenti precari in servizio nelle ASL laziali  assunti sia prima che durante la fase pandemica che sono in scadenza e favorire la proroga  al 31-12-2022, come indicato anche dalla Conferenza Stato Regioni, di tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato e libero-professionali attualmente in essere.

Altro aspetto fondamentale – afferma il Segretario Regionale Aggiunto FIALS, Vittorio Ricci, – è rappresentato dall’applicazione del comma 3 dell’art 11 della legge n.60/19, che consente alle Regioni,  previo accordo da definirsi con il Ministero della Salute ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di incrementare i limiti di spesa di un ammontare non superiore alla riduzione strutturale della spesa già sostenuta per servizi sanitari esternalizzati, consentendo un adeguamento degli organici e ponendo fine nelle ASL laziali,  alle evidenti discriminazioni tra lavoratori che svolgono medesime funzioni  (dipendenti Asl e dipendenti di aziende private di servizi esternalizzati).

A tal fine si ritiene utile a garanzia dei LEA, della riduzione dei tempi di attesa e previa verifica sulla economicità di tali esternalizzazioni, chiedere alla S.V. nel rispetto anche della L.R. n.4/2017, di avviare percorsi graduali di reinternalizzazione di servizi, valorizzando la professionalità dei numerosi lavoratori coinvolti e già formati nelle ASL laziali.

Nondimeno va considerata con molta attenzione, a parere della scrivente O.S., l’andamento della campagna vaccinale, definendo un adeguato livello di protezione degli operatori sanitari, garantendo il dosaggio del titolo anticorpale almeno dopo 30 giorni dalla somministrazione dell’ultima dose di vaccino e successivamente a 6, 12 e 18 mesi. Il monitoraggio, svolto con l’attivo coinvolgimento del Medico Competente, dovrebbe riguardare, con la medesima cadenza, anche il personale “negativizzato” dopo contagio; otterremmo così, informazioni importanti sui meccanismi della risposta immunitaria al vaccino, il monitoraggio degli anticorpi, l’efficacia della durata della protezione e si rileverebbe il livello di immunizzazione degli operatori sanitari, dati importanti per la prevenzione, la cura e la sicurezza dell’ambiente di lavoro».