REGIONE – “Dopo oltre 5 ore di seduta fiume arriva la conferma da parte del commissario straordinario che è finalmente tramontata la sciagurata ipotesi del progetto di accertamenti diagnostici per esterni. Cessa così senza possibilità di continuità il progetto con il quale la Asl affidava a novembre accertamenti diagnostici importanti, quali: TAC, RMN, ecografie e mammografie, ad una associazione di promozione sociale romana”.

 

E’ quanto dichiara Daniele Sabatini (foto), capogruppo Ncd della Regione Lazio.

 

“Avevo da subito denunciato l’assurdità e la gravità di questa iniziativa della Asl – aggiunge – i cittadini pur rivolgendosi ad una struttura pubblica, per effettuare prestazioni pubbliche, dovevano sottoporsi all’assistenza di personale non pubblico, al quale peraltro la Asl, come certificato dalla deliberazione, scaricava tutta la responsabilità delle prestazioni eseguite. Un progetto costato ventiquattromila euro che si potevano, a questo punto, investire in qualcosa di più utile per i pazienti e per la sanità viterbese, ma che grazie alla nostra denuncia, ribadita con forza anche oggi in commissione, verrà definitivamente accantonato. Ma questa è l’unica buona notizia: l’atto aziendale illustrato oggi dal commissario straordinario è solo ombre e niente luce. Non ci stupisce, visto che l’atto programmatico era già stato accolto con freddezza sul territorio dall’assemblea dei sindaci di novembre, dove erano presenti solo 14 primi cittadini su 60. Infatti non solo ci troviamo in presenza di un atto aziendale presentato da un commissario straordinario che, per la normativa vigente, non potrebbe essere nominato, ma si tratta di un documento che presenta innumerevoli vizi oggettivi. Ci sarebbe inoltre piaciuto approfondire alcune questioni tecniche alla presenza di un rappresentante della commissione di valutazione degli atti aziendali della Regione, che ha mosso diversi rilievi su questo documento della Asl di Viterbo, ma per colpevole inerzia del presidente Rodolfo Lena, di cui abbiamo chiesto le dimissioni, ciò non è stato possibile. Dalla scarna fotografia presentata dal commissario straordinario, in barba alla spending review, emergono diverse criticità tra le quali lo spacchettamento di numerose unità operative complesse. Non vorremmo trovarci di fronte al tentativo, attraverso queste operazioni, di far prevalere la politica delle tessere a quella sanitaria. Per fortuna almeno la diagnostica è salva, e non grazie all’operato del commissario Macchitella”.

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