REGIONE – “Una Carta geotermica regionale per evidenziare le zone a rischio e un Registro degli impianti geotermici del Lazio. Un precedente di fondamentale importanza previsto dalla proposta di legge sulla Geotermia approvata dalla sesta commissione in Consiglio regionale”. A dichiararlo è Riccardo Valentini (foto), consigliere regionale del Partito Democratico. “Con la Carta e il Registro – prosegue Valentini – diamo certezze ai cittadini andando ad individuare le zone a rischio per la produzione di energia geotermica ad alta entalpia sul nostro territorio. Zone di cui si dovrà tener conto nel momento in cui si andranno a concedere le autorizzazioni”.

 

Le risorse geotermiche ad alta entalpia sono quelle in grado di produrre energia elettrica attraverso il vapore ad alta temperatura che aziona delle turbine e trasforma così il proprio contenuto energetico in energia meccanica. Tale approccio richiede però un’attenta analisi sul rischio sismico indotto e lo sviluppo di una opportuna rete di monitoraggio.

 

“Al fine di consentire, per le differenti aree del territorio regionale – riporta infatti il testo di legge – la naturale vocazione allo sfruttamento delle risorse geotermiche e la conseguente base di informazioni per la definizione delle indagini sito-specifiche per un corretto dimensionamento progettuale degli impianti e per la valorizzazione, in un contesto di sostenibilità, della risorsa ambientale, la Regione provvede (…) alla redazione della Carta geotermica regionale per la bassa entalpia”.

 

“La Carta – spiega Riccardo Valentini – dovrà essere redatta entro 90 giorni dall’approvazione della legge”.

 

Il Registro degli impianti geotermici del Lazio punta invece – sottolinea la legge – “ad un costante monitoraggio della diffusione delle piccole utilizzazioni di calore geotermico sul territorio regionale”. “Il proprietario degli impianti – conclude Riccardo Valentini – sarà tenuto a registrare il progetto relativo alla realizzazione dell’impianto prima dell’avvio dei lavori, certificando infine l’avvenuta conclusione dei lavori entro un periodo massimo di un anno dalla data di registrazione dell’impianto”.