Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – E’ ancora Talete e la gestione del servizio idrico a caratterizzare la seduta di giovedì del Consiglio comunale. Lo spunto lo fornisce un ordine del giorno presentato in, maniera congiunta, da Chiara Frontini, consigliere di Viterbo Venti Venti, e Gianluca De Dominicis, consigliere M5S.

 

Obiettivo primario dell’atto è quello di ricevere dall’amministrazione comunale, una volta per tutte, la certezza che le quote di Talete non vengano cedute in nessun modo a società private come Acea.

 

“Visti i problemi di Talete e la debolezza del nostro Ato – afferma De Dominicis – si dovrebbe richiedere l’intervento della Regione. Questa ipotesi, però, è a tutt’oggi impossibile perché Talete, giuridicamente, è una società privata. Alla luce di ciò credo che sia importante, innanzitutto, definire la volontà che la gestione dell’acqua non vada in mano a dei privati contro la volontà dei viterbesi, che nel referendum del giugno 2011 votarono di fatto per la gestione pubblica”.

 

“L’approvazione dell’Ato unico regionale – aggiunge Frontini – comporterebbe tra l’altro l’esclusione dei consigli comunali dalla gestione dell’acqua; se ciò accadesse, infatti, questi non avrebbero più alcun potere consultivo sulla materia. Non bisogna pertanto continuare a far finta di niente, bensì prendere la situazione in mano e decidere di continuare a far contare l’assemblea comunale nella gestione dell’acqua”.

 

“L’unica cosa che può fare questo consiglio per salvaguardare l’acqua pubblica – rimarca il consigliere di Oltre le Mura, Paolo Simoni – è decidere se capitalizzare Talete tramite fidejussione oppure no”.

 

La questione si fa spinosa e, come consuetudine, la maggioranza chiede di sospendere la seduta per mettere a punto una linea di condotta comune. Eppure l’argomento all’ordine del giorno era già noto da tempo. Perché allora i signori consiglieri maggioranza si sono ridotti ancora una volta all’ultimo minuto? Non è dato sapere. Ma in fondo perché meravigliarsi? D’altronde, con questa maggioranza, tali comportamenti sono ormai divenuti una consuetudine.

 

Fatto sta che le seduta, dopo un’interruzione di 1 ora e 20 minuti, riprende con l’intervento del capogruppo del Pd Francesco Serra: “Pur convinti che l’acqua è un bene pubblico – afferma – non ci sentiamo di condividere questo ordine del giorno”. Tra le motivazioni espresse quella di non poter escludere nettamente l’intervento futuro di un gestore privato.

 

Piccata la replica della consigliera Frontini: “Sono tre settimane che abbiamo posto alla vostra attenzione questo ordine del giorno. E’ possibile aspettare un’ora e venti minuti per arrivare a questa conclusione?”.

 

“State tradendo la volontà dei viterbesi – tuona De Dominicis -. Eppure, nel 2011, molti dei consiglieri del Pd erano in piazza a festeggiare per la vittoria, nel referendum, dell’acqua pubblica. Evidentemente le logiche di partito hanno la meglio sulle idee personali. Il fatto che vi siate resi conto che la gestione pubblica dell’acqua è difficoltosa non vi legittima in ogni caso ad andare contro la volontà popolare. Con questa vostra decisione state di fatto annunciando la prossima vendita di Talete a un privato”.

 

Il capogruppo di Fratelli d’Italia-An, Luigi Maria Buzzi, non nasconde la propria amarezza: “Quanto sto ascoltando quest’oggi è surreale. Il centrosinistra, in particolare Sel, ha fatto dell’acqua pubblica una vera e propria battaglia ideologica ed oggi, invece, è disposta a cedere il passo”.

 

A replicare è il capogruppo di Oltre le Mura, Maurizio Tofani, che chiarisce: “Noi tutti siamo a favore dell’acqua pubblica. Ma se oggi non si esclude l’intervento di un privato è perché la gestione del pubblico non ha dato garanzie. Siamo pertanto disponibili a salvare Talete, a condizione che alla ricapitalizzazione si affianchi l’ingresso in Talete di tutti quei comuni che ancora non sono al suo interno; la Regione, nel contempo, dovrà impegnarsi per una copertura economica capace di coprire i debiti di Talete. Questa, a nostro avviso, è la strada migliore da perseguire nell’immediato”.

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