“La classe dirigente di Viterbo è il laboratorio del centrodestra”.

Nell’Auditorium stracolmo del Salus, con tantissime persone anche all’esterno, Giorgia Meloni sottolinea da subito, all’apertura della presentazione del suo libro “Io sono Giorgia”, l’importanza politica della Città dei Papi.

Intervistata da Gianni Scipione Rossi, la presidente di Fratelli d’Italia in una sorta di racconto autobiografico, racconta il suo percorso, faticoso ed impegnativo, che parte proprio da Viterbo nel 2004 con l’elezione a presidente di Gioventù Nazionale.

Giorgia Meloni ha accompagnato il pubblico alla scoperta della sua ascesa personale ma anche di tutta la classe dirigente che la sostiene e che costituisce la solida ossatura di un partito che, in pochissimi anni, è arrivato ad essere il primo in Italia.

Una narrazione che passa attraverso le lotte storiche della destra, in primis la battaglia per il Presidenzialismo proprio ieri bocciata alla Camera, quella per una legge elettorale basata sul maggioritario che garantisca stabilità, quella per un’affermazione della politica che sia strumento per la risoluzione di problemi e non per il raggiungimento di personalismi.

A Viterbo la persona più adatta a ricoprire tale ruolo è proprio Laura Allegrini, la Meloni lo conferma all’incontro con la stampa che precede la presentazione: “La sua è una candidatura di esperienza e competenza, la figura migliore per ricompattare il centrodestra e riportarlo al governo della città”.