VITERBO – “Confartigianato imprese di Viterbo ha condotto un’indagine tra le imprese del territorio, dalla quale sono emersi una voce ed un messaggio chiari e, in prospettiva, scoraggianti. Le prospettive della ricrescita economica attraverso le nuove assunzioni non lasciano intravedere ricchezza da dividere.

 

Verificando la situazione sulla zona costiera emerge che gli ingaggi lavorativi sono per la quasi totalità stagionali: si tratta di un settore dove il turismo e i servizi ad esso collegati hanno creato nuovi impieghi per solo alcuni mesi. Questo genere di stalli derivano dalla contrattazione, tipica degli ultimi anni, finalizzata più al ridimensionamento della crisi che alla creazione delle condizioni di sviluppo. Le azioni degli istituti di credito, sostenuti e soccorsi dai nostri confidi, hanno tamponato le emergenze ma non hanno creato sviluppo ed investimenti su nuove progettualità. In stagioni come questa la crisi morde tantissimo e si aprono meno spazi per una contrattazione di sviluppo per creare contenuto economico e opportunità.

 

Rimangono solo spazi per una contrattazione che abbia contenuti di gestione della crisi. Tutto questo lascia in agenda solo temi come la riduzione degli organici, le mobilità, i contratti di solidarietà, la cassa integrazione, la terziarizzazione, la riconversione, la ristrutturazione e i settori del mutuo soccorso in affanno.

 

La storia politico-sociale degli ultimi due secoli è costellata di eventi-cardine che ne hanno determinato le caratteristiche, distinguendo i vari periodi che si sono susseguiti: la nostra contemporaneità è caratterizzata da un contesto (quello con il quale ci confrontiamo) le cui specificità hanno creato i risultati sopraccitati. In altre parole, i frutti della nostra società sono questi anche se non si può ignorare che, nonostante la crisi, ci sono state imprese che hanno continuato ad andare bene (le eccezioni che confermano la regola) e a incrementare lo sviluppo di contenuto economico.

 

L’autunno caldo, però, si avvicina e porta con sé una grande sfida che attende imprese e associazioni datoriali per lo sviluppo del nuovo anno. In quest’ottica l’edilizia e la sua ripartenza potrebbe essere una opportunità per il volano economico e per le nuove assunzioni dell’indotto trascurato e sottovalutato. Anche per quel che riguarda le prospettive dei nuovi assunti ci saranno novità in arrivo. Molti economisti parlano della necessità di legare i salari ai risultati, strategia attuabile solo nelle aziende. Finora il CCNL ha garantito aumenti che hanno recuperato l’inflazione, creando però negli ultimi tempi non poche anomalie perché in una fase di inflazione bassissima, se non deflazione, gli aumenti corrisposti sulla base dell’inflazione programmata negli ultimi rinnovi non superano la prova del conguaglio. Al momento di fare conti, dunque, si è verificata una situazione in cui le imprese hanno corrisposto più dell’inflazione.

 

Confartigianato siederà ai tavoli per sviluppare una soluzione adeguata e una risposta certa sottoponendo nei tempi dovuti quesiti e soluzioni per non trovarsi impreparata se alcuni eventuali barlumi di ripresa dovessero presentarsi e cercare di non farli cessare per trovarsi impegnata al solo scopo di tamponare, ma anzi e soprattutto allo scopo di programmare”.

 

Stefano Signori (foto)
Presidente Confartigianato Viterbo

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