«Quello che sta accadendo in Italia certifica la morte della politica. Il Green pass è un provvedimento contraddittorio che – di fatto – nessuno può mettere in dubbio e tutti sono costretti ad accettare. Con buona pace del diritto al lavoro e dell’articolo uno della Costituzione. Una volta c’erano “le lotte” per un principio e la solidarietà fra categorie. Ora tutto ciò non esiste più. Trieste, forse, rappresenta l’ultimo baluardo. Ma si preferisce, da una parte trattare con degli impresentabili (vedi piazza del Popolo a Roma) e, dall’altra, manganellare chi difende un principio. Non a caso le urne elettorali sono vuote. La domanda è sempre una: cui prodest tutto ciò?».

«MIO Italia, in rappresentanza di migliaia di aziende del settore Horeca, aziende che hanno contribuito e contribuiscono alla ricchezza del Paese, ha fatto emergere da subito le contraddizioni e il rischio di accettare come fosse naturale un lasciapassare per accedere al posto di lavoro. In un periodo, fra l’altro – i dati lo urlano – in cui le piccole imprese continuano a fallire. Tutto ciò è allarmante», ha concluso Paolo Bianchini.