Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Lo sciame sismico generatosi in Nepal lo scorso 25 aprile prosegue imperterrito nella propria azione, continuando a seminare morte e distruzione. Ad oggi il numero delle vittime è di quasi 5000 morti e 9700 feriti; un bilancio, questo, destinato purtroppo a salire nel corso dei prossimi giorni, allorché le operazioni di soccorso saranno operative anche nelle aree più difficili da raggiungere.

 

Alla luce di una catastrofe di così larghe proporzioni, il Comune di Viterbo si mobilita, sposando a pieno la campagna promossa da Anci e Unicef in favore della popolazione nepalese.

 

A presentare la serie di iniziative che verranno proposte in città, e non solo, sono stati il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, il vicesindaco e componente del direttivo Anci nazionale, Luisa Ciambella, la presidente del Comitato provinciale Unicef, Teresa Perfetto, il referente per la scuola Unicef, Mauro Sarnari, il presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, il ricercatore dell’Università della Tuscia, Stefano Valle, il presidente della Consulta comunale del Volontariato, Marco Ciorba, e l’assessore a Expo, Giacomo Barelli.

 

A fornire una fotografia reale di ciò che sta accadendo in Nepal è il ricercatore Stefano Valle, ivi presente fino a pochi giorni fa. “La situazione – spiega Valle – è realmente drammatica. Con l’Università della Tuscia siamo presenti in Nepal da più di vent’anni per portare avanti un progetto legato all’olivo, e ben conosciamo le difficoltà in cui quel popolo quotidianamente vive. La parte nord-ovest dove noi operiamo non è stata fortunatamente interessata dal tragico evento. Girando per il Paese ho potuto notare come molti edifici della capitale sono rimasti in piedi. I villaggi, di contro, sono in condizioni disperate. Le scuole sono crollate, così come inesistenti risultano ormai i presidi medici. Con l’Università della Tuscia torneremo in Nepal a settembre, per proseguire il lavoro avviato; lavoro che, alla luce dei recenti fatti di cronaca, potrà a questo punto tornare utile non solo in ambito scientifico, ma anche nella sfera sociale, unendosi alla campagna lanciata da Anci e Unicef; spero infatti che attraverso la vendita dell’olio prodotto dai nostri olivi, all’interno dei padiglioni di Expo, si possano raccogliere fondi in favore di questo popolo”.

 

Ad avvalorare i propositi di solidarietà espressi da Valle è il vicesindaco, Luisa Ciambella, che sottolinea come la campagna promossa da Anci e Unicef sia stata sposata senza indugi dal Comune di Viterbo, ente che ha nel frattempo provveduto a coinvolgere tutte le realtà sociali del territorio in una raccolta fondi destinata alla popolazione nepalese.

 

“Le associazioni di volontariato tra cui Eta Beta e Unione Italiana Ciechi – – spiega il presidente della Consulta comunale del Volontariato, Marco Ciorba – si stanno muovendo per fornire il proprio contributo”.

 

“Questa tragedia – aggiunge la presidente del Comitato provinciale Unicef, Teresa Perfetto – non ha fatto altro che aggravare le già precarie condizioni del Nepal. L’Unicef si pone dunque come obiettivo quello aiutare in maniera concreta un Paese che si trova letteralmente in ginocchio, con particolare attenzione verso 1 milione e 700mila bambini nepalesi; bambini, questi, di cui ci interessiamo, ed è bene sottolinearlo, non solo in concomitanza di eventi tragici, ma anche e soprattutto attraverso progetti quotidiani e a lungo termine legati all’istruzione. Certo è che urge un rapido intervento: piogge torrenziali e monsoni sono in agguato, pronte ad aggravare una situazione di per sé già critica. Secondo l’ultima stima, occorrono oltre 50 milioni di dollari per garantire igiene, opere di ricostruzione, nutrizione e istruzione. Al momento Unicef Viterbo ha contribuito con ben 30 mila euro. C’è però ancora un gran bisogno di fondi e di generosità. Mi appello pertanto alla cittadinanza, affinché risponda in maniera copiosa a un grido d’aiuto forte come quello proveniente dal Nepal”.

 

La città risponde dunque presente all’appello, decisa nel contempo ad allargare il proprio raggio d’azione sino a Milano: “Cercheremo di favorire la raccolta fondi anche ad Expo – spiega l’assessore Barelli – proponendo presso il padiglione del Nepal la vendita dei nostri pigotti, riconoscibili perché vestiti con la divisa dei Facchini di Santa Rosa”.

 

“I Facchini di Santa Rosa – aggiunge il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, non potevano certamente mancare a una appuntamento dedicato alla solidarietà. Ci auguriamo pertanto che la vendita dei nostri pigotti, unitamente a future iniziative che intendiamo porre in essere, possa fornire un valido contributo in favore di un popolo distrutto da questo tragico terremoto”.

 

“Ogni pigotto venduto – specifica il referente per la scuola Unicef, Mauro Sarnari – equivale a un kit di vaccinazione per un bambino. Speriamo che il riscontro sia ovviamente elevato, così come elevato auspichiamo possa essere il numero di spettatori che presenzieranno, il 22 e 23 maggio prossimi, all’evento di danza in programma al Palamalè, che vedrà protagoniste numerose scuole del territorio. Il ricavato, chiaramente, andrà ad aggiungersi al fondo in favore del Nepal”.

 

“Utilizzare il palcoscenico di Expo per sensibilizzare il mondo verso la tragedia del Nepal – conclude il sindaco Michelini – è un’idea decisamente valida, che saprà certamente agevolare la raccolta fondi dedicata a questo sfortunato popolo. Viterbo, rappresentata a Expo dalla Macchina di Santa Rosa, simbolo religioso e dunque di solidarietà, è vicina al Nepal e farà quanto in suo potere per favorirne la ripresa”.

 

Ricordiamo che la raccolta fondi dell’Unicef può essere sostenuta in qualsiasi momento attraverso delle donazioni sul ccp 745000, o chiamando il numero verde 800745000, o andando sul sito dedicato www.unicef.it/nepal, o inviando (fino al 17 maggio) un sms solidale al numero 45596.

 

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