VITERBO – L’ATAC propone alla Regione Lazio la chiusura della tratta extraurbana della linea ferroviaria Roma Civitacastellana Viterbo ed è necessario allarmarsi e chiedere la partecipazione dei cittadini per porre in essere iniziative di contrasto fermo e deciso, senza dar retta a coloro che pensano tanto non lo faranno mai. Il pericolo c’è è ed necessario tenere gli occhi bene aperti, anche perché Roma capitale esautora da sempre la nostra provincia. Occorre evitare di mettere la testa sotto la sabbia alla maniera degli struzzi, quando sentono avvicinarsi un pericolo.

 

I burocrati delle aziende ferroviarie siano FS o ATAC, spesso appoggiati dalla politica, non pensano al miglioramento dei servizi per tutti i cittadini. La politica solo italiana dei rami secchi ha portato alla eliminazione di chilometri e chilometri di ferrovie, che potenziandole avrebbero potuto contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e al non depauperamento di beni pubblici . Anziché migliorare le ferrovie, per giustificare le chiusure, ne hanno ridotto i servizi, con il contestuale favorimento dei trasportatori stradali. I burocrati delle ferrovie prima fanno divenire secchi i rami e poi tagliano il ramo.

 

I cittadini del viterbese hanno in proposito esperienza da vendere. Le manovre sono loro riuscite per la Civitavecchia Capranica Orte, favorite da una piccola frana che portò alla chiusura della tratta Civitavecchia Capranica e poi, con la riduzione dei servizi, anche dell’altra tratta da Capranica a Orte. Ci sono anche altre manovre in atto quali il declassamento della Stazione di Capranica, nodo centrale di ben tre linee ferroviarie; il favorimento del trasporto viaggiatori con pulman tra Viterbo e Orte, anziché per ferrovia Viterbo Attigliano Orte.

 

La giustificazione della mancanza di finanziamenti non regge, perché siamo di fronte alla solita strategia, solo italiana, messa in atto per favorire il trasporto su strada, anziché per ferrovia.

 

Il Consiglio provinciale di Viterbo all’unanimità ha approvato il Piano di bacino dei trasporti, redatto dall’Università La Sapienza. Questa e solo questa è la volontà politica, che condividiamo, perché propone il riequilibrio territoriale, e che vorremmo venisse recepita da chi deve attuare le indicazioni politiche.

 

Per verificare questa volontà politica, appena saputo della proposta dell’ATAC, abbiamo richiesto immediatamente un incontro urgente con il Presidente neo eletto della provincia Mauro Mazzola.

 

Quindi per esporre le nostre proposte, mettere a fuoco la volontà di tutti i soggetti politici e concordare eventuali azioni di protesta abbiamo ritenuto importante indire una conferenza stampa, alla quale desideriamo invitare, oltre alla stampa, le forze politiche e sindacali tutte, i parlamentari viterbesi e dell’area Roma nord, i politici di tutti gli schieramenti, i consiglieri regionali, i consiglieri provinciali, i sindaci e naturalmente i comitati dei pendolari, le associazioni che si interessano della Mobilità e i rappresentanti dell’Osservatorio regionale dei trasporti.

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