VITERBO – “Le disposizioni dei commi da 609 a 616 della legge di stabilità 2015, contengono importanti novità in materia di Ambiti di gestione dei servizi pubblici locali, tra cui il Sistema Idrico Integrato e sulle società partecipate, di significativo impatto per gli enti locali.

 

E’ prevista (comma 609) l’adesione obbligatoria dei Comuni agli Enti di governo degli Ambiti Territoriali Ottimali, entro il 1/3/2015 ovvero entro 2 mesi dall’istituzione degli stessi da parte delle Regioni. In caso contrario è previsto il potere sostitutivo del Presidente della Regione. Inoltre, al fine di assicurare gli interventi d’Ambito, è disposta la pubblicazione, da parte dell’ente di governo dell’ATO, della relazione pre-affidamento , inserendo però ulteriori obblighi, quali la redazione di un piano economico-finanziario con le relative modalità di finanziamento . La nuova norma modifica infine il nuovo articolo 149 bis del codice ambientale, relativo al servizio idrico integrato e dispone (comma 615) che l’affidamento diretto da parte dell’ente di governo dell’ambito,può avvenire a favore di società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per la gestione in house, comunque partecipate dagli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale ottimali.

 

I vincoli procedurali sono resi molto più stringenti nel caso di affidamento in house, proseguendo nell’assurda discriminazione di forme di gestione in cui la parte pubblica ha un ruolo rilevante. La disposizione prevede poi incentivi all’aggregazione societaria. Gli interventi di razionalizzazione succitati (comma 614), beneficiano inoltre sia delle disposizioni di cui alla legge di stabilità 2014, in materia di personale (mobilità dipendenti fra società, commi 563 a 568 ter della l. 147/2014),sia degli incentivi fiscali su cessione/liquidazione delle società partecipate previsti della stessa legge.

 

La Regione quindi si trova ad operare una scelta normativa sia di settore, i servizi pubblici locali appunto, sia di riordino istituzionale e territoriale che coinvolge le attribuzioni alle nuove Province, l’assetto associativo dei Comuni, la Città Metropolitana. Appare, almeno a chi scrive, del tutto opportuno e auspicabile che nell’individuazione degli enti di governo degli Ambiti Territoriali Ottimali si ricorra all’ente Provincia innovato dalla legge Del Rio, evitando così la costituzione di un’altra istituzione,sempre composta dagli stessi Sindaci, come mera ripetizione burocratica e funzionale. Inoltre il livello intermedio rappresentato dalle nuove Province, sarà indispensabile, anche se con altro nome dopo la riforma del titolo V della Costituzione, per un armonico governo del territorio ed in particolare per la gestione dei servizi a rete e d’area vasta. Da ultimo, ma non meno importante, solo decentrando da Stato e Regione si può offrire servizi migliori ed occupazione: non risulta che il principio comunitario di sussidiarietà, recepito dal nostro ordinamento, sia stato abrogato”.

 

Francesco Chiucchiurlotto
Vice Presidente ANCI LAZIO

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