CANINO – “Dobbiamo riscontrare, con nostro immenso dispiacere, che gli immigrati sono già arrivati presso la struttura che si diceva fosse tra quelle scelte dalla Prefettura di Viterbo. Non immaginavamo però, senza aver avuto nessun tipo di avviso preventivo a riguardo, che, nel giro di così pochi giorni da quando siamo riusciti ad apprendere da soli la notizia di un eventuale centro immigrati nel nostro territorio, tutto si trasformasse in realtà.

 

Abbiamo manifestato il nostro dissenso con una raccolta di oltre 1000 firme, ottenute in pochissimi giorni e con poco tempo a disposizione, visto il precipitare della situazione, che alleghiamo alla presente. Noi tutti siamo consapevoli del fatto che dietro i processi di immigrazione ci sono storie di profonda sofferenza umana, di fame, sfruttamento, riduzione in schiavitù, negazione della dignità umana.

 

La nostra contrarietà non è una forma di razzismo, anzi vogliamo ribadire come Canino e la sua gente si sia dimostrata sempre molto disponibile verso sia gli extracomunitari che i comunitari: siamo però con amarezza a prendere atto che la nostra realtà non ha gli strumenti e i servizi per accogliere, gestire ed aiutare queste persone e soddisfarne le ulteriori esigenze primarie.

 

Quello che temiamo è che dopo un primo limitato gruppo di ospiti, la schiera degli immigrati accolti nel centro possa aumentare a dismisura, evidenziando ulteriormente l’incapacità del nostro territorio e delle nostre risorse a farvi fronte. La nostra sicurezza pubblica e personale è ormai ridotta ai minimi termini in quanto le forze dell’ordine, presenti già in numero ridotto nel nostro Comune saranno impegnate in attività di controllo del centro immigrati: ciò implica che non possiamo più stare tranquilli né nelle nostre case né quando usciamo fuori, troppi i furti e gli atti di vandalismo non puniti.

 

Canino è sempre stata una bella realtà per la sicurezza e l’ordine che si respirava in paese: ora non lo è più. Vogliamo segnalare come numerosi furti, di cui è stata vittima la maggior parte degli abitanti di Canino, non vengono denunciati alle forze dell’ordine a causa delle lungaggini burocratiche e la non fiducia nelle istituzioni che nulla fanno a chi continua a perpetrare atti contro le persone, violandone la libertà e gli affetti più cari, il patrimonio e la società civile.

 

Ecco perché, con questa lettera, siamo a richiedere un controllo più accurato, da parte di chi di dovere, sugli affitti e le utenze in cui comunitari ed extracomunitari vivono al fine di avere una situazione più chiara di chi può rimanere tranquillamente sul nostro territorio, pagando le tasse e rispettando le norme come noi cittadini, e chi, invece, deve tornare nei propri Stati d’origine in quanto non in regola.

 

Il centro immigrati aggiunge pertanto un ulteriore problema a quanto detto sopra sia in termini di sicurezza che di sanità pubblica. Il Comitato di Cittadinanza Attiva Onlus Le chiede di comunicarci per iscritto, nella sua veste di massima autorità sanitaria locale quali siano state le azioni intraprese dai diretti interessati, vale a dire dal titolare dell’agriturismo, dalla cooperativa, dalla ASL, volte ad effettuare tutti gli accertamenti sanitari a tutela degli immigrati arrivati e della popolazione residente.

 

Abbiamo ricevuto la notizia del Consiglio Comunale aperto che si terrà nella giornata di giovedì 14 maggio con all’ordine del giorno il problema del centro immigrati come da nostra richiesta fatta durante l’assemblea pubblica del 21 aprile scorso. È per tutti noi un dovere morale assistere chi fugge dalla povertà, dalle violenze e dalle guerre, senza false ipocrisie ma, nello stesso tempo, non bisogna compromettere la sicurezza e l’equilibrio sociale della nostra comunità.

 

Per questo La sollecitiamo a rappresentare formalmente al Prefetto di Viterbo la situazione in cui versa il nostro comune, in quanto come già detto precedentemente, non è strutturato ad accogliere e contenere una realtà complessa come un centro immigrati: aspetto che avrebbe dovuto essere affrontato in una fase di confronto preliminare con tutti gli attori istituzionali e sociali interessati. Il nostro paese è a carattere prevalentemente agricolo e turistico scelto per la tranquillità che molte persone cercavano e trovavano. Tranquillità che non ci sarà più con una ripercussione negativa su tutti i settori già ampiamente compromessi dalla crisi generale. Le diciamo quindi di attivarsi presso il Prefetto affinché, nel più breve tempo possibile, possa trovare un’altra sistemazione agli immigrati arrivati presso l’agriturismo, struttura nata per un altro scopo e finanziata con contributi ad hoc. Le chiediamo inoltre di poterLa accompagnare con una nostra delegazione presso la Prefettura di Viterbo per poter rappresentare al Prefetto il nostro malcontento come cittadini di un paese che sta arrivando al collasso per il gran numero di stranieri con cui dobbiamo convivere”.

 

Il Comitato Cittadinanza Attiva Onlus

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email