VITERBO – “Purtroppo a soli quattro giorni dalla data ultima individuata per il pagamento dell’IMU, cioè il 26 gennaio, non si è fatta ancora chiarezza su come debba essere applicata questa imposta”. Il commento dell’on. Terrosi giunge dopo la sentenza con la quale ieri il TAR del Lazio non ha confermato la sospensiva relativamente ai ricorsi presentati dall’ANCI delle regioni Umbria, Abruzzo, Veneto e Sardegna. Il giudice del TAR ha accolto la tesi dell’avvocatura dello Stato secondo la quale il mancato pagamento avrebbe comportato uno sforamento del patto di stabilità europeo annunciando allo stesso tempo una “ordinanza monito” con cui si inviterebbe il Governo a intervenire, pena il rischio di una bocciatura quando il ricorso verrà discusso nel merito. La nota però non è ancora arrivata e quindi non si conoscono gli effetti che produrrà.

 

“Abbiamo assistito nell’ultimo mese a un susseguirsi di atti da parte dei Parlamentari – interrogazioni, risoluzioni, lettere – che chiedevano di modificare una norma ingiusta come prevista nella attuale formulazione” continua l’on. Terrosi. “Il Governo, nonostante la disponibilità mostrata ad apportare modifiche alla norma varata, ad oggi non ha chiarito nè i criteri da adottare nè se per l’anno 2014 sia possibile prescindere dalle norme già emanate, rinviando cioè tutto al 2015 dopo avere rivisto i criteri per la definizione delle zone svantaggiate. Negli incontri succedutisi in questi ultimi giorni tra le Commissioni parlamentari e il Ministero, tra i Capigruppo delle Commissioni agricoltura, ambiente e finanze e il Governo, sembra sia emerso che per l’anno venturo sia possibile tornare all’elenco dei comuni montani e parzialmente montani elaborato ai sensi della L. 991/1952. A questo punto è assolutamente necessario e prioritario fare chiarezza: se non c’è la possibilità di modificare nulla per l’anno 2014, lo si dica dando così la possibilità agli agricoltori di ottemperare e allo stesso tempo agli Enti locali di organizzarsi per dare tutte le informazioni necessarie agli utenti. “Avere segnalato per tempo le difficoltà che questa norma avrebbe causato ad interi territori, agli agricoltori e ai Comuni che in quei territori ricadono non è servito. Mi auguro comunque che nelle prossime ore vi sia un chiarimento definitivo”.

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