VITERBO – I comuni sono stanchi di essere considerati gli esattori del governo. Questa la conclusione unanime dell’incontro convocato ieri mattina a Palazzo dei Priori dal vice sindaco Luisa Ciambella con i sindaci della Tuscia, per discutere dell’applicazione dell’Imu sui terreni agricoli.

 

Un argomento già trattato più volte dal vice sindaco, anche recentemente e come membro del direttivo nazionale Anci. “La riunione di ieri – ha spiegato l’assessore ai tributi e al bilancio di Palazzo dei Priori – ha aperto un percorso. Un confronto tra i sindaci sulla gestione dell’Imu agricola riguardante sia il 2014 e il 2015. Un’imposta che va a incidere fortemente sui bilanci dei comuni e, di conseguenza, a gravare sulle tasche dei cittadini. I comuni non vogliono dire no a questo tributo, ma sono necessari dei correttivi”.

 

Al termine dell’incontro il Comune di Viterbo ha proposto di redigere un unico documento con illustrate le varie ipotesi avanzate dai sindaci presenti durante la riunione. Tale documento verrà poi sottoposto, tramite il vice sindaco di Viterbo, all’Anci nazionale e al suo presidente Piero Fassino, già incontrato dalla stessa Ciambella all’incontro Anci Giovani a Milano lo scorso febbraio. Proprio in quell’occasione fu chiesto, sia al presidente che al ministro Maria Elena Boschi di prendere atto delle criticità affrontate ogni giorno dai comuni in merito alla questione Imu agricola e soprattutto di prendere in considerazione una diversa modulazione della stessa imposta. “Mai come in questo momento è necessario fare squadra – ha aggiunto il vice sindaco Ciambella -: soli non si va da nessuna parte. Ora sintetizzeremo le proposte più fattibili dal punto di vista tecnico-amministrativo, le sottoporremo all’Anci che a sua volta le presenterà al governo. Al tempo stesso, ogni comune solleciterà il proprio parlamentare di riferimento. Dobbiamo far sentire forte la nostra voce. La voce unanime dei comuni che poi è quella dei cittadini”.

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