VITERBO – “Migliaia di aziende agricole non riusciranno a rispettare la scadenza della prima rata dell’Imu, fissata per il 26 gennaio, dopo che la seconda sezione del Tar del Lazio ha deciso di non confermare la sospensiva del decreto, che fissa il pagamento dell’Imu per le zone montane entro il prossimo lunedì”, afferma Coldiretti Viterbo, sottolineando che una scadenza in tempi così ravvicinati vìola il principio della collaborazione sancito dallo statuto del contribuente. Coldiretti Viterbo, inoltre, ribadisce che far pagare l’Imu sui terreni in base all’altitudine in cui si trova il palazzo comunale, introduce una inspiegabile disparità di trattamento tra campi confinanti appartenenti addirittura allo stesso proprietario.

 

“L’incoerenza del criterio di calcolo genera tensioni sul territorio e – afferma Coldiretti Viterbo – rischia di attenuare l’importanza della positiva scelta di differenziare l’imposta a favore degli agricoltori professionali, coltivatori diretti e imprenditori agricoli iscritti nella relativa gestione previdenziale, che continuano a godere, in zone montane o di collina sopra i 280 metri, dell’esenzione Imu. “Negli anni passati, il gettito dell’Imu agricola ha riguardato in larga parte i terreni e poi i fabbricati. L’Imu agricola è stata pagata da milioni di contribuenti, di cui molti agricoltori professionali (aziende agricole). Nel 2012, il Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo all’epoca al governo, abolì una rata dell’Imu troppo onerosa per il nostro settore. Ora ci auspichiamo che arrivino presto nuovo segnali che vadano incontri ai coltivatori” ha affermato il Presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici (foto). “È perciò indispensabile – conclude Ermanno Mazzetti, direttore di Coldiretti Viterbo – mantenere l’impegno a rivedere anche per il 2015 le evidenti incongruenze nei criteri per la delimitazione dei terreni agricoli in base all’altitudine”.

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