VITERBO – Riadattando in chiave politica una delle frasi simbolo della passione di Cristo, in Comune “tutto è compiuto”.

Ed anche in questo caso, l’accezione è tutt’altro che positiva. Lo scenario è quello del Consiglio comunale di Viterbo, luogo in cui, da quattro anni, sparuti individui facenti capo alla giunta e alla maggioranza si riuniscono per decretare il nulla cosmico, con buona pace di un’opposizione che, da par suo, non ha potuto far altro che combattere il vuoto legislativo proponendo, nei primi anni, emendamenti ostruzionistici, salvo poi cercare di giocarsela con proposte serie e concrete, tese a preparare il terreno per le prossime elezioni.

Il tutto, ovviamente, in un quadro politicamente desolante, che di serio ha sempre proposto poco o nulla.

Si pensi soltanto all’infinità di sedute andate a vuoto negli ultimi quattro anni, comprese quelle dedicate al bilancio, effettuate quest’anno niente meno che in seconda convocazione al fine di garantirne la discussione con un numero legale inferiore rispetto alla norma.

Cose turche, non c’è che dire, a cui il popolo viterbese si è ormai disgraziatamente abituato.

Quest’anno però si è raggiunto il top. Già, perché se gli anni scorsi, nonostante la fuga di alcuni esponenti della maggioranza verso l’opposizione, il bilancio era stato approvato senza troppe difficoltà con il pressoché totale benestare dei suoi esponenti, sebbene alcuni abbiano più volte ribadito come il loro voto favorevole fosse stato effettuato “con il naso tappato”.

Ordini di scuderia, si direbbe in Formula Uno. Ma qualcuno, quest’anno, ha deciso di trasgredire, scegliendo di correre da solo.

Si tratta degli esponenti del gruppo Viva Viterbo i quali, non riconoscendosi più nelle linee guida espresse dal sindaco nel momento in cui lo stesso ha commentato il bilancio, hanno scelto di abbandonare una nave ormai destinata a infrangersi sugli scogli delle prossime elezioni.

Insomma, una scelta tutt’altro che eroica, bensì opportunistica. Dopo quattro anni trascorsi alle spalle del capitano Michelini, beneficiando della propria posizione in maggioranza, Viva Viterbo decide ora di uscire dal gruppo e di correre la volata verso le urne della prossima primavera senza le ormai inutili zavorre del centrosinistra.

Un anno di tempo basterà per togliersi di dosso “l’onta” di aver fatto parte di una delle amministrazioni più catastrofiche della storia di Viterbo, risultando così nuovamente appetibili ai viterbesi?

Difficile a dirsi, anche se molto, o tutto, dipenderà dalla memoria dei cittadini e dalla loro capacità di non farsi abbindolare nuovamente dai lustrini e dalle pailettes che saranno puntualmente sfoggiate in campagna elettorale.

Nel frattempo è calato il sipario sull’ultimo vero bilancio targato Michelini & Co. Un bilancio approvato con appena 16 voti a favore e 12 contrari e che, a detta del sindaco, non servirà a cambiare la città. Per questo ci sentiamo di fare un plauso al sindaco: almeno su una cosa, in quattro anni, è infatti riuscito a rimanere coerente, mantenendo ben salda la barra di un’amministrazione inconcludente su tutti i fronti.

Massimiliano Chindemi

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