VITERBO – “Un provvedimento che garantisce e promuove la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del nostro Paese, rilanciando il sistema delle aree protette”.

Così Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico e membro della commissione Ambiente, commenta l’approvazione da parte della Camera dei deputati del ddl sulle aree protette con 249 sì, 115 no e 32 astenuti. Il provvedimento, dopo le modifiche apportate da Montecitorio, torna in terza lettura al Senato.

“La riforma dei parchi – spiega il parlamentare dem – unisce tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile. Il provvedimento mira a preservare la salvaguardia di ambiente, natura e paesaggio, combinandololi con la promozione dello sviluppo ecocompatibile delle aree protette. La legge prevede uno stanziamento di 30 milioni di euro per il piano triennale di investimenti nei parchi ed altri 3 milioni di euro annui per le aree marine protette. Inoltre, nei Parchi è anche introdotto il divieto di ricerca, prospezione, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi, precludendo così in tali territori nuove ricerche e nuove trivellazioni petrolifere. Viene anche snellita la governance per assicurarne una amministrazione più efficiente e funzionale e ribadita la centralità dei Parchi nelle politiche del Paese. Una piccola rivoluzione, se pensiamo che in Italia ci sono 23 parchi nazionali.“

“Di non secondaria importanza – sottolinea Mazzoli – la scelta del Parlamento di garantire un maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali e delle comunità, ma anche di aumentare la trasparenza nella designazione dei direttori dei parchi, assicurando competenza e professionalità attraverso bandi pubblici i cui requisiti sono stabiliti dal ministero dell’Ambiente”.

“Quello che abbiamo lanciato – conclude – è un messaggio chiaro della nostra idea di sviluppo che trova un equilibro tra la valorizzazione dei territori e la loro difesa, con il coinvolgimento delle comunità locali allo scopo di incrementare le opportunità di crescita socio-economica. Auspico, pertanto, che il percorso in Senato sia breve per arrivare a una rapida approvazione definitiva”.