VITERBO – “Oggi è la giornata internazionale per il contrasto alla violenza contro le donne. Una donna su tre è stata vittima di soprusi fisici o psicologici durante la sua vita: cifre che gridano vendetta perché descrivono una pandemia mondiale che attraversa il pianeta. Ma la violenza non è una malattia incurabile, sono le società che hanno gli strumenti per fermarla”. Alessandro Mazzoli (foto), deputato del Partito democratico, interviene in occasione della ricorrenza.

“Come ha rivelato oggi il ministro Alfano – continua Mazzoli – i reati legati alla violenza di genere, nell’ultimo anno, sono calati: dal 15 novembre 2015 al 15 novembre 2016, infatti, sono diminuiti le lesioni (-11%), le percosse (-19%), le minacce (-16%), le violenze sessuali (-13%), i maltrattamenti in famiglia (-6%) e lo stalking – atti persecutori (-11%). Sono calati, è vero, ma restano ancora troppo alti. Così come le 107 donne morte per femminicidio sono un pugno nello stomaco. Per questo, l’impegno del Governo e del Parlamento continueranno per sostenere le reti di solidarietà attive nei territori, a partire dai centri antiviolenza”.

In questi giorni, sono tre gli emendamenti approvati alla Legge di bilancio in discussione che riguardano proprio la lotta alle violenze di genere, prevedendo indennizzi e indennità lavorative per le donne che hanno subito soprusi. “Il nuovo articolo 47-bis, ovvero ‘Nuove fonti di alimentazione del Fondo per l’indennizzo in favore delle vittime’, destina all’indennizzo delle vittime dei reati intenzionali violenti – spiega Mazzoli – le somme dovute a titolo di sanzione pecuniaria civile ai sensi del decreto legislativo n. 7 del 2016.

Tali somme, anziché essere devolute alla Cassa delle ammende, confluiscono nel Fondo di rotazione antimafia, antiusura e per l’indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti, nello stato di previsione del ministero dell’interno. Inoltre, l’articolo 35-bis riconosce alle lavoratrici autonome vittime di violenza di genere il diritto all’astensione dal lavoro nella misura massima di tre mesi con diritto a percepire una indennità giornaliera dell’80 per cento del salario minimo”.

Inserite pure misure che guardano ai figli delle vittime. “Viene anche introdotto – conclude Mazzoli – l’articolo 21-bis secondo il quale il decreto ministeriale che dovrà determinare i limiti dell’indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti debba assicurare, in particolare, un maggior ristoro ai figli della vittima di omicidio commesso dal coniuge (o dall’ex coniuge) nonché da persona che ad essa è stata legata da relazione affettiva”.

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