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TARQUINIA – La deliberazione consigliare ha riguardato soprattutto una ricognizione e riqualificazione patrimoniale, attraverso la quale alcuni immobili sono stati inseriti nell’elenco dei beni patrimoniali disponibili del Comune, anche in funzione di una possibile alienazione degli stessi, con procedimenti ad evidenza pubblica nel rispetto delle regole di tutela generale degli interessi pubblici medesimi, secondo un piano attuativo triennale.

Tale deliberazione non obbliga il Comune alla vendita, ma ne determina semplicemente la possibilità normativa sotto il profilo civilistico. Tra la delibera in questione e l’eventuale vendita effettiva, si frappongono una serie di adempimenti ulteriori e successivi, che verranno posti all’attenzione della cittadinanza e degli amministratori, anche in termini di reinvestimenti pubblici alternativi a favore della collettività.

L’attuale allarmismo, quindi, sembra eccessivo, anche se in qualche modo giustificato dal desiderio di conservazione dei beni comunali. In riferimento a tale aspetto, però, sarebbe opportuno valutare lo stato di ampio e grave degrado strutturale, in cui versa il complesso edilizio della Cartiera con ogni conseguente responsabilità anche sotto il profilo della sicurezza, che non è certo addebitabile a questa Amministrazione, la quale rimane comunque disponibile ad ogni suggerimento ed iniziativa in proposito.

Sostanzialmente l’amministrazione comunale, effettuato l’ inserimento del bene immobile nel patrimonio disponibile, non ha intenzione di vendere la Cartiera ma di valorizzarla e per farlo non si fa sedurre da qualche speculatore che si affaccia al palazzo comunale, ma opera con l’aiuto dell’Agenzia del Demanio, che ha ideato il database online integrato, con l’obiettivo di verificare la potenzialità di recupero e di interesse a livello di mercato di beni non utilizzati o non più strategici per le attività istituzionali. Lo scopo è quello di creare una rete di dati e di informazioni uniformi ,utili a sviluppare un approccio strutturato e integrato per la frammentazione dei beni immobiliari degli Enti pubblici su tutto il territorio nazionale.

L’intenzione dell’Amministrazione, è quello di mettere in evidenza la Cartiera per cercare partner che possano investire e riqualificare il territorio agricolo, trasformare un centro abbandonato da anni e diventato oggetto di furti e degrado, abitato soltanto da piccioni e topi, lasciato incustodito in balia delle intemperie, per farlo tornare a vivere e ricreare l’armonia, lo sviluppo e la dignità che gli spettano.

“Ad onor del vero, -specifica l’assessore Sposetti- devono essere evidenziate alcune circostanze relative a pregresse vicende amministrative che hanno riguardato la cartiera:
il D.L. n. 83/2012 all’art. 12 dettava normative per la predisposizione di Piano delle Città , con lo stanziamento da parte del Governo di 318 milioni di euro da destinare a progetti di riqualificazione delle aree urbane con particolare riferimento a quelle degradate per tutto il territorio nazionale.

Successivamente tali disposizioni sono state recepite dal Vice Ministro delle Infrastrutture per attivare il Piano delle Città e per dettare le regole istitutive della Cabina di Regia, alla quale è stata affidata la valutazione delle proposte dei comuni e la sottoscrizione dei Contratti di Valorizzazione Urbana.

Anche il Comune di Tarquinia ha inviato, in data 29/01/2013 una proposta di valorizzazione urbana della ex Cartiera accompagnata con la D.G. n. 198 del 04/10/2012 con la quale aderiva al Piano Nazionale delle Città come previsto dal D.L. 83/12.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha celermente risposto in data 14/02/2013 che tale proposta non è risultata inserita in fascia di priorità alta in quanto il 70% del finanziamento pubblico non era conforme a quanto dettato dallo stesso D.L. 83/12 che prevedeva un ‘effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati”.

In ogni caso l’Amministrazione rimarrà disponibile per iniziative future rivolte ad eliminare le diffuse situazioni di attuale degrado e pericolosità e funzionali a soluzioni che possano determinare l’effettiva valorizzazione del sito e la destinazione dello stesso alla fruibilità dei cittadini tarquiniesi.

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